Buongiorno,
Premetto che sono aggiudicatario di un bene al secondo esperimento di asta in data 12/06/18 e che sono ancora in termini per il saldo del corrispettivo che scade il prossimo 10/10/18.
L'asta è stata ordinata dal giudice in seno ad una causa civile per divisione ereditaria (non quindi esecuzione immobiliare per fallimento/pignoramento).
Nelle more della redazione della relazione notarile (richiesta dalla banca che dovrebbe erogarmi il mutuo da parte) del notaio delegato, scopro in autonomia che il bene, di proprietà di più soggetti tra loro parenti, risulta gravato da un sequestro conservativo contro uno dei comproprietari in quota.
Tale sequestro è stato trascritto a febbraio 2017, mentre la prima vendita in asta è avvenuta a marzo 2018 (la seconda a giugno 2018).
Di tale gravame nulla dicevano né la perizia di stima, né l'allegata relazione ventennale datata aprile 2013 (quindi coeva al sequestro e che descriveva come LIBERI i beni oggetto di asta). Documenti, questi, che l'ordinanza di vendita richiamava specificando che "dovranno essere consultati dall'offerente ed ai quali si fa espresso rinvio anche per tutto ciò che concerne l'esistenza di eventuali pesi e oneri gravanti sui beni."
Ora la Cancelleria, informata dell'errore a seguito di mio avviso, sta tentando di risolvere la questione convincendo il sequestratario ad intervenire nella causa civile ed aderire tardivamente alla vendita del bene e chiedendo a me aggiudicatario di presentare istanza di rimessione in termini per il versamento del saldo prezzo (ma oggi io sono ancora nei termini...) in quanto il Giudice deve indire un'altra udienza alla quale far intervenire il terzo sequestratario...(siamo agli sgoccioli dei termine per il saldo)
Qualora il terzo sequestratario dovesse intervenire ed aderire, se ho ben capito, a cascata accadrebbe che:
1) io saldo il prezzo
2) il giudice firma il decreto trasferimento
3) a seguito della udienza di ripartizione della somma, il sequestro sulla quota di immobile si converte in sequestro sulla somma ricavata dalla vendita
4) il giudice dell'escuzione (cioè il giudice della causa che ha disposto ab origine il sequestro e non il giudice della causa di divisione) ordina la revoca del sequestro che viene annotata ripulendo così la conservatoria dei registri immobiliari.
Bene, in tutto questo, però, io devo accendere un mutuo per acquisto prima casa.
La Banca difficilmente digerirà la presenza di un sequestro al momento della stipula del mutuo e da quanto capisco questo non cambierebbe anche se io presento istanza di rimessione in termini.
Il Notaio delegato dal Tribunale per la redazione del decreto e del mutuo, mi dice che a si sarebbe aspettato una sospensione dei temrini da parte del Tribunale e che a conti fatti l'ordinanza di vendita avrebbe dovuto rappresentare agli offerenti la presenza del sequestro (in quanto gravame che NON viene purgato col decreto trasferimento) e che quindi a suo avviso potremmo richiedere un annullamento della aggiudicazione/vendita.
Mi aiutate a capire se:
1) la procedura che ho anzi descritto è corretta?
2) come potrei richiedere l'annullamento della aggiudicazione/vendita?
3) c'è un modo affinchè io possa garantire alla banca che in caso di intervento adesivo, il sequestro sul bene verrà convertito in sequestro sulla somma?
Mi trovo in un cul de sac e sono molto preoccupato.
Grazie