Siamo in presenza di 8 coeredi e di un immobile sul quale è stata chiesta la divisione giudiziale, su cui gravano peraltro, per due sole quote, delle ipoteche. Nessuno dei comunisti ha richiesto inizialmente l'assegnazione ex art. 720. Il giudice quindi ha disposto la vendita all'asta. Il valore del bene inizialmente stimato con perizia CTU è 78.000€. il valore a base d'asta, dopo una prima vendita andata deserta, è pari a 44.000€, con offerta minima 33.000€. Uno dei coeredi ci sta ripensando, e sarebbe disposto a tornare sui suoi passi e acquistare l'immobile. La prima domanda quindi è: assodato che in ogni caso fino alla effettiva vendita possa presentare istanza ex 720cc, può invece partecipare all'asta approfittando quindi del minor prezzo attuale (facendo un'offerta del minimo d'asta di 33.000)? O è obbligato a richiedere l'assegnazione, al valore di stima del bene (e quindi a riscattare tutte le quote fino a concorrenza del valore stimato di 78.000)? Se dunque potesse, parteciperebbe all'incanto per aggiudicarsi l'immobile. Ma in tal caso, il valore ormai ridotto delle quote dei due comproprietari gravate da ipoteca, in che modo possono soddisfare i creditori ipotecari, tenuto conto che il valore si è praticamente deprezzato della metà? Grazie