IMPOSTA IVA SU CESSIONE IMMOBILE STRUMENTALE DA PARTE ACQUIRENTE PRIVATO

  • 90 Viste
  • Ultimo messaggio 08 maggio 2022
mariori63 pubblicato 02 maggio 2022

Buongiorno a tutti, in qualità di persona fisica, mi sono aggiudicato un immobile commerciale (C1 negozio), ieri il delegato mi ha inviato una sorta di spesa da anticipare al suo studio, cui elenco:

euro 23.100 (Iva)

euro 200 (imposta di registro)

euro 3.150 (imposta ipotecaria)

euro 1.050 (imposta catastale)

euro 90 (voltura catastale)

euro 1006,50 (quota compenso delegato DM 227/2015)

euro 1.066 (cancellazioni)

il resto verrà speso per le marche da bollo che verranno richieste dagli uffici, l?eventuale eccedenza verrà restituita al termine delle formalità.

In merito ho una forte perplessità oltre che €. 90,00 sulla voltura castale ed €. 1006,50 quota compenso del delegato, la batosta è sull'imposta del valore aggiunto (IVA 22%). In merito ho sfogliato un po il Web e a dir vero mi ha creato maggiore confusione ed è per questo che mi rivolgo a Voi esperti. (premessa, il delegato mi ha chiarito che "L’immobile è di proprietà di una società fallita, Il trasferimento ha per oggetto un fabbricato strumentale per natura ed è pertanto soggetto a imposta sul valore aggiunto, ai sensi dell’articolo 10, primo comma, n. 8-ter), del dPR 26 ottobre 1972, n. 633, a seguito dell’esercizio dell’opzione IVA da parte del cedente." 

Faccio anche presente che sono passati abbondantementi i 5 anni dall'ultimazione della ristrutturazione

Per questi motivi che mi rivolgo a Voi esperti, se detta imposta (IVA 22%) dovrà da me essere versata nonostante persona fisica, oppure il prezzo di aggiudicazione dovrà essere inteso come IVA esposta in fattura.

Ringrazio tutti coloro che mi sapranno dare una adeguata risposta oppure di ricevere migliori suggerimenti al fine di evitare l'IVA.

Ordina per: Standard | Il più nuovo | Voti
mariori63 pubblicato 02 maggio 2022

Buongiorno a tutti, in qualità di persona fisica, mi sono aggiudicato un immobile commerciale (C1 negozio), ieri il delegato mi ha inviato una sorta di spesa da anticipare al suo studio, cui elenco:

euro 23.100 (Iva)

euro 200 (imposta di registro)

euro 3.150 (imposta ipotecaria)

euro 1.050 (imposta catastale)

euro 90 (voltura catastale)

euro 1006,50 (quota compenso delegato DM 227/2015)

euro 1.066 (cancellazioni)

il resto verrà speso per le marche da bollo che verranno richieste dagli uffici, l?eventuale eccedenza verrà restituita al termine delle formalità.

In merito ho una forte perplessità oltre che €. 90,00 sulla voltura castale ed €. 1006,50 quota compenso del delegato, la batosta è sull'imposta del valore aggiunto (IVA 22%). In merito ho sfogliato un po il Web e a dir vero mi ha creato maggiore confusione ed è per questo che mi rivolgo a Voi esperti. (premessa, il delegato mi ha chiarito che "L’immobile è di proprietà di una società fallita, Il trasferimento ha per oggetto un fabbricato strumentale per natura ed è pertanto soggetto a imposta sul valore aggiunto, ai sensi dell’articolo 10, primo comma, n. 8-ter), del dPR 26 ottobre 1972, n. 633, a seguito dell’esercizio dell’opzione IVA da parte del cedente." 

Faccio anche presente che sono passati abbondantementi i 5 anni dall'ultimazione della ristrutturazione

Per questi motivi che mi rivolgo a Voi esperti, se detta imposta (IVA 22%) dovrà da me essere versata nonostante persona fisica, oppure il prezzo di aggiudicazione dovrà essere inteso come IVA esposta in fattura.

Ringrazio tutti coloro che mi sapranno dare una adeguata risposta oppure di ricevere migliori suggerimenti al fine di evitare l'IVA.

inexecutivis pubblicato 08 maggio 2022

i calcoli che ha ricevuto sono corretti.

Ciò si ricava dalla lettura dell’art. 10, comma primo n. 8-ter D.P.R. 633/1972, a mente del quale le cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato strumentali che per le loro caratteristiche non sono suscettibili di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni, (escluse le cessioni effettuate dalle imprese costruttrici degli stessi o dalle imprese che vi hanno eseguito, anche tramite imprese appaltatrici, gli interventi di cui all'articolo 3, comma 1, lettere c), d) ed f), del Testo Unico dell'edilizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, entro cinque anni dalla data di ultimazione della costruzione o dell'intervento, e quelle per le quali nel relativo atto il cedente abbia espressamente manifestato l'opzione per l'imposizione) sono esenti da IVA.

Close