Formalità pregiudizievoli non cancellate dopo decreto trasferimento - come fare

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  • Ultimo messaggio 15 aprile 2022
matte.sivori pubblicato 10 marzo 2022

Buonasera,
sto acquistando un immobile che era stato preso all'asta dall'attuale proprietario.
Sul decreto di trasferimento successivo all'asta, si ordina la cancellazione delle formalità pregiudizievoli che sussistevano sull immobile (un ipoteca volontaria e un pignoramento immobiliare).
Adesso che sto acquistando io l'immobile - 6 anni dopo - facendo una ispezione ipotecaria risultano ancora iscritte tali formalità.

Considerato che io ho fatto una scrittura privata con il venditore in cui chiedevo la cancellazione di tali pregiudizievoli per la vendita, nel concreto come si procede in caso di inadempimento di quanto richiesto dal decreto di trasferimento?

è una cosa particolarmente onerosa o una mera formalità? Ho esigenza di trasferirmi a breve e ho paura che si rallenti tutto, non volendo però rinunciare al fatto che tale situazione sia sanata.
Spero di essermi spiegato

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inexecutivis pubblicato 15 marzo 2022

Ai sensi dell’art. 586 c.p.c. il Giudice, con il decreto di trasferimento, ordina la cancellazione delle “trascrizioni dei pignoramenti e le iscrizioni ipotecarie, se queste ultime non si riferiscono ad obbligazioni assuntesi dall'aggiudicatario a norma dell'articolo 508. Il giudice con il decreto ordina anche la cancellazione delle trascrizioni dei pignoramenti e delle iscrizioni ipotecarie successive alla trascrizione del pignoramento.

Si tratta, del così detto “effetto purgativo” del decreto di trasferimento, volto ad assicurare all’acquirente l’acquisto di un bene libero da gravami.

Da questa previsione si ricava agevolmente che il decreto di trasferimento deve contenere l’ordine, impartito al Direttore dell’ufficio del Territorio, di cancellare le formalità pregiudizievoli gravanti sul bene, vale a dire:

-          le trascrizioni dei pignoramenti, anche successive alla trascrizione del pignoramento;

-          le iscrizioni ipotecarie, anche successive alla trascrizione del pignoramento;

-          le trascrizioni di sequestri conservativi disposte ex art. 679 c.p.c., anche successive alla trascrizione del pignoramento.

All'adempimento prescritto deve provvedere il professionista delegato per effetto della espressa previsione dell'art. 591 bis, comma terzo n. 11 c.p.c., e per le ragioni sopra esposte la cancellazione deve riguardare (salvo errori) tutte le formalità sopra richiamate.

Ove il professionista delegato non abbia provveduto, e non sia possibile chiedere che adempia all'obbligo sopra richiamato perché ad esempio la procedura si è estinta (con la conseguenza che il professionista delegato è cessato dal suo ufficio), chiunque potrà richiedere la cancellazione in forza della previsione di cui all'art. 2666 c.c., a mente del quale "la trascrizione, da chiunque eseguita, giova a tutti coloro che vi hanno interesse".

Negli stessi termini si è espressa una lontana ma mai superata giurisprudenza, secondo la quale "A norma dell'art 2666 cod civ, legittimato alla trascrizione e qualunque soggetto. La trascrizione, da chiunque sia fatta, giova a tutti coloro che vi hanno interesse. Pertanto, essa può essere chiesta da chiunque vi abbia interesse, e può riferirsi tanto all'acquisto immediatamente fatto, quanto agli acquisti dei danti causa che non siano stati trascritti, in quanto, ai fini di garantire la opponibilità del proprio acquisto, si ha interesse ad assicurare la continuità della trascrizione" (Cass. SezII, 10 agosto 1962, n. 2516).

In relazione ai costi, osserviamo quanto segue.

In primo luogo va operata una distinzione:

- la cancellazione delle ipoteche volontarie è esente dall'imposta ipotecaria e dall'imposta di bollo, ai sensi dell'art. 15 d.P.R.  n. 29.9.1973, n.601, se l'ipoteca è stata iscritta a garanzia di un finanziamento a medio e lungo termine erogato da un istituto di credito, (per cui sconta solo la tassa ipotecaria di €. 35,00);

- a proposito delle altre ipoteche, la cancellazione è soggetta, oltre alla tassa ipotecaria (€. 35,00) ed all’imposta di bollo (€. 59,00), all’imposta ipotecaria nella misura dello 0,50% (ai sensi degli artt.12, 13 della tariffa del d.lgs 31.10.1990, n. 347), con un minimo di €. 200,00 (art. 18 d.lgs 31.10.1990, n. 347).

Cambia tuttavia a nostro avviso la base imponibile:

- se l'immobile sul quale si cancella l'ipoteca non è l'unico bene sul quale quella ipoteca è stata iscritta, si tratterà di una restrizione, e dunque in questo caso la base imponibile sarà costituita dalla minor somma tra l'importo del credito ed il prezzo dell'aggiudicazione, ai sensi dell'art. 3, comma 3, d.P.R. 347/1990, il quale dispone che "L'imposta dovuta sull'annotazione per restrizione di ipoteca è commisurata al minor valore tra quello del credito garantito e quello degli immobili o parti di immobili liberati determinato secondo le disposizioni relative all'imposta di registro";

- se invece l'immobile sul quale cancellare l'ipoteca è l'unico, la base imponibile sarà calcolata sull'importo del credito, poiché si tratterà di una cancellazione totale.

Osserviamo tuttavia che in senso diverso (e più favorevole all’aggiudicatario) si è espressa, con riferimento a quest’ultimo caso, l’agenzia delle Entrate con la circolare del 4.3.2015, n. 8.

In particolare, l’Agenzia delle entrate è stata chiamata a pronunciarsi sul trattamento tributario delle domande di annotazione nei registri immobiliari, presentate a seguito dell'ordine di cancellazione delle trascrizioni dei pignoramenti e delle iscrizioni ipotecarie, emesso dal giudice in sede di trasferimento del bene espropriato nel caso in cui il bene trasferito sia l'unico bene oggetto dell'ipoteca.

In particolare, si chiedeva all’Agenzia delle Entrate se in tale ipotesi, l'imposta ipotecaria da applicare per l'annotazione nei registri immobiliari dovesse essere commisurata all'ammontare del credito garantito, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, del Testo unico delle disposizioni concernenti le imposte ipotecaria e catastale, di cui al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 347 (TUIC), ovvero al minor valore tra quello del credito garantito e quello dell'immobile liberato, determinato secondo le disposizioni relative all'imposta di registro, ai sensi del comma 3 dello stesso articolo.

Nel rispondere al quesito l’Agenzia, muovendo dal presupposto per cui l’ordine di cancellazione emesso dal Giudice dell'esecuzione in seno al decreto di trasferimento e riferito al bene ovvero ai beni espropriati si atteggia perlomeno sotto un profilo formale - quale ordine di liberazione di tali beni dalle formalità pregiudizievoli gravanti, secondo lo schema della c.d. "cancellazione parziale", sicché è proprio la struttura intrinseca della peculiare forma di liberazione dalle ipoteche (o dal pignoramento) costituita dall'emissione del decreto di trasferimento, che qualifica la conseguente annotazione come "restrizione di beni".

La conseguenza di questo ragionamento sul piano tributario è che ai fini dell’imposta ipotecaria dovuta per la cancellazione dell’ipoteca occorra fare riferimento all'articolo 3, comma 3, del TUIC, il quale prevede che l'imposta ipotecaria dovuta sull'annotazione per restrizione di ipoteca è commisurata al minor valore tra quello del credito garantito e quello degli immobili o parti di immobili liberati, per la determinazione del quale la norma fa espresso rinvio alle disposizioni relative all'imposta di registro, e dunque all’art. 44 del d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 (TUR), ai sensi del quale "Per la vendita di beni mobili e immobili fatta in sede di espropriazione forzata ovvero all'asta pubblica e per i contratti stipulati o aggiudicati in seguito a pubblico incanto la base imponibile è costituita dal prezzo di aggiudicazione".

Infine, l’Agenzia ha precisato che ai fini della determinazione della base imponibile non trova applicazione la disciplina del “prezzo valore” di cui all’art. 1, comma 497, della l. 23 dicembre 2005, n. 266.

Invece, i costi di cancellazione del pignoramento sono:

€.200 per l’imposta ipotecaria (art. 14 della tariffa allegata al d.lgs. 31.10.1990, n. 347);

€. 59 per l’imposta di bollo (art. 3, punto 2 bis della tariffa allegata la d.P.R. 642/1972);

€. 35 per la tassa ipotecaria (ai sensi della tabella allegata al d.lgs 31.10.1990, n. 347).

matte.sivori pubblicato 04 aprile 2022

Grazie per la risposta. Ma, in concreto, chi debba fare cancellare le pregiudizievoli x inadempimento del professionista in fase di decreto di trasferimento, dove deve recarsi e cosa deve fare? Grazie

inexecutivis pubblicato 07 aprile 2022

Deve recarsi presso l'agenzia del territorio con il decreto di trasferimento. Si tratta tuttavia di una procedura informatica che richiede dimestichezza per cui non è agevole provvedere in proprio se non si è addetti ai lavori

matte.sivori pubblicato 07 aprile 2022

Non ho capito...
all'agenzia del territorio immagino la procedura la faccia un operatore, non ho capito cosa centra la dimestichezza informatica?
Quindi uno che le deve far togliere, a chi si deve rivolgere? Se non è consigliabile direttamente andare all'agenzia del territorio, a chi si può delegare?
Sembra impossibile capire la procedura da fare

inexecutivis pubblicato 11 aprile 2022

SI tratta di una procedura informatizzata in cui il richiedente deve compilare dei moduli informatici, e per questo ci si rivolge a professionisti (geometri, studi legali o notarili) che si occupano di farlo.

tecnico.famac pubblicato 11 aprile 2022

Se posso inserirmi anche se non è proprio l'oggetto del forum.

 

Si può richiedere la trascrizione in Conservatoria di una causa pendente in Cassazione (riguardante sempre un esecuzione immobiliare )

Grazie

inexecutivis pubblicato 11 aprile 2022

la trascrizioni riguardano le domande giudiziali, per cui la cosa è fattibile

matte.sivori pubblicato 11 aprile 2022

Dopo varie informazioni telefoniche dalla ardua reperibilità, è stato preso un appuntamento in cancelleria del tribunale e dovrebbero risolvere. Speriamo.
altrimenti mi rivolgerò a un professionista, come consigliato.

Grazie mille

tecnico.famac pubblicato 12 aprile 2022

Grazie,gentilissimi e competenti.

Quindi mi sconsigliate di partecipare ad un' asta dove nella visura ipotecaria c'è un atto di trascrizione simile ?

Nel bando non è citato alcunchè.

 

 

inexecutivis pubblicato 15 aprile 2022

La domanda è troppo generica per poter dare una risposta puntuale poiché occorrerebbe analizzare:

- quale tipologia di domanda giudiziale è stata trascritta;

- quanto tempo prima della trascrizione del pignoramento (o dell’ipoteaca) la trascrizione della domanda è stata eseguita.

- se la domanda giudiziale è stata trascritta dal creditore che poi ha proceduto esecutivamente o meno.

Questo in quanto il regime di opponibilità delle domande giudiziali è diversificato (dagli artt. 2652 e 2653 c.c.).

Ci fornisca queste informazioni e speriamo di essere in grado di fornirle risposte puntuali.

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