La domanda è generica. Per offrire una risposta compiuta dovremmo sapere se il decreto è già stato emesso, se l’immobile le è stato formalmente consegnato, e se l’ordine di liberazione è già stato emesso ed eseguito dal custode.
Partiamo dall’ipotesi migliore: quella di un ordine di liberazione già emesso ed eseguito dal custode.
Se così fosse, dovrebbe chiedere al custode se ha già intimato all’occupante di liberare l’immobile dalla merce ivi contenuta, dandogli il termine di 30 giorni previsto dall’art. 560 c.p.c. Se così fosse, potrà senz’altro disfarsi della merce.
Quanto alla possibilità di addebitare le spese alla procedura, essa dipende da cosa è stato eventualmente scritto nel verbale di consegna dell’immobile: se ci fosse una dicitura che esonera la procedura da ogni incombente, questa possibilità va esclusa. In caso contrario si potrebbe chiedere al custode di completare a spese della procedura la liberazione.
Ipotizziamo invece che l’immobile le sia già stato consegnato ma senza la previa esecuzione dell’ordine di liberazione. Anche in questo caso, le possibilità disponibili dipendono da cosa c’è scritto in un eventuale verbale di consegna. Se l’aggiudicatario ha preso in carico il bene senza nulla eccepire, non vi sono possibilità di chiedere alcunché alla procedura. In questo caso, la soluzione praticabile è quella di intimare all’esecutato di asportare i beni assegnandogli un termine di giorni 30, ed avvertendolo che in difetto la merce si intenderà da lui abbandonata. Il tutto mediante raccomandata a.r. Insomma, si tratterebbe di seguire lo stesso procedimento che l’art. 560 prevede per il custode.