Tassazione del decreto di trasferimento

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g.c. pubblicato 20 settembre 2019

A seguito di aggiudicazione lotti, (categoria C, quindi strumentali) posseduti da società cooperativa debitrice da oltre 5 anni, aggiudicata a società, qual'e la corretta modalità di tassazione del decreto, ossia gli oneri previsti e da applicare ai fini della trascrizione e trasferimento degli immobili? Ringrazio anticipatamente per la risposta

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astalegale pubblicato 4 settimane fa

 La risposta alla domanda formulata si ricava dalla lettura dell’art. 10, comma primo n. 8-ter D.P.R. 633/1972, a mente del quale le cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato strumentali che per le loro caratteristiche non sono suscettibili di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni, (escluse le cessioni effettuate dalle imprese costruttrici degli stessi o dalle imprese che vi hanno eseguito, anche tramite imprese appaltatrici, gli interventi di cui all'articolo 3, comma 1, lettere c), d) ed f), del Testo Unico dell'edilizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, entro cinque anni dalla data di ultimazione della costruzione o dell'intervento, e quelle per le quali nel relativo atto il cedente abbia espressamente manifestato l'opzione per l'imposizione) sono esenti da IVA.

Dunque, nel caso prospettato dalla domanda, occorrerà verificare se la impresa esecutata intende esercitare l'opzione IVA

g.c. pubblicato 4 settimane fa

A tal proposito dovrò pertanto invitare l'esecutato ad esprimersi in tal senso? E comunque, trattandosi di società aggiudicataria, a prescindere dell'opzione esercitata dall'esecutato, dovrebbe operare il meccanismo del reverse change?

astalegale pubblicato 3 settimane fa

esattamente.

g.c. pubblicato 3 settimane fa

Dunque provvederò a richiedere all'aggiudicatario (società), oltre al saldo prezzo per ciascun lotto aggiudicato, anche un fondo spese omnicomprensivo del compenso del delegato, delle imposte catastali, ipotecarie e di registro e dell'Iva al 22%? Per quanto riguarda l'eventuale meccanismo del reverse change, opera solo in specifici casi ? Ed è necessario acquisire apposito consenso da parte dell'aggiudicatario? (In tal caso non richiedere, nel fondo, l'importo relativo all'IVA )...ringrazio in anticipo per le opportune precisazioni.

astalegale pubblicato 2 settimane fa

Nel settore edile, sono soggette a reverse charge (o inversione contabile) le cessioni di fabbricati, abitativi e strumentali, imponibili IVA su opzione del cedente (art. 17 co. 6 lett. a-bis) del DPR 633/72).

È dunque necessario che il cedente (e dunque, nel caso di esecuzione forzata, l’esecutato) espliciti la volontà di optare per il regime della inversione contabile.

Essa si applica:

- alle cessioni di fabbricati a destinazione abitativa effettuate dalle imprese costruttrici o di recupero degli stessi oltre il quinquennio dalla ultimazione della costruzione o dell'intervento;

- alle cessioni di fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali, come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture del 22 aprile 2008;

- alle cessioni di fabbricati strumentali per natura effettuate dalle imprese costruttrici o di recupero degli stessi oltre il quinquennio dalla ultimazione della costruzione o dell'intervento;

- alle cessioni di fabbricati strumentali per natura effettuate da imprese diverse da quelle che li hanno costruiti o recuperati.

L’applicazione del reverse charge comporta alcuni riflessi sul piano operativo:

– sia per il fornitore (e, dunque, per il professionista delegato), che deve emettere fattura senza addebito di IVA;

– sia per il cliente (cioè per l’aggiudicatario), che riceve la fattura senza addebito di IVA.

In particolare, il cedente:

– non applica l’IVA, indicando sul documento l’annotazione “inversione contabile” e l’art. 17 co. 6 lett. a-bis) del DPR 633/72 (questo adempimento, come si vedrà tra un attimo, dovrà essere eseguito dal delegato);

– registra la fattura nel registro IVA delle vendite (artt. 23 e 24 del DPR 633/72), secondo le regole ordinarie (tale adempimento non interessa il professionista delegato).

Si fa presente che:

A sua volta l’acquirente, che riceve la fattura senza applicazione dell’IVA, è tenuto ai seguenti adempimenti:

– integra il documento ricevuto applicando l’IVA con l’aliquota prevista per la specifica natura delle prestazioni ricevute;

– annota il documento “integrato” nel registro IVA delle vendite, entro il mese di ricevimento ovvero anche successivamente, ma comunque entro quindici giorni dal ricevimento e con riferimento al relativo mese;

– ai fini della detrazione dell’IVA, annota il documento “integrato” anche sul registro IVA degli acquisti (art. 25 del DPR 633/72).

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