Pignoramento casa coniugale assegnazione non trascitta

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  • Ultimo messaggio 15 maggio 2019
gascas pubblicato 11 aprile 2019

Salve, vorrei partecipare ad un asta per un immobile, al momento é occupato dall'ex moglie e dai figli dell' esecutato, facendo delle ricerche ho saputo che l'immobile é stato assegnato in fase di separazione, con omologa del giudice, alla moglie e ai figli ad aprile 2015, ma tutto questo non viene menzionato in perizia. Ho fatto un'ispezione ipotecaria e ho visto che l'assegnazione del giudice alla moglie, non é stata trascritta e che il primo pignoramento é avvenuto a giugno 2015 quindi successivamente all'assegnazione. 

La mia domanda é, visto che l'assegnazione dell'immobile é antecedente alla prima trascrizione di pignoramento, ha valore anche se non è mai stata trascritta? 

 

 

 

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gascas pubblicato 17 aprile 2019

nessuno risponde?

astalegale pubblicato 17 aprile 2019

Dalle informazioni contenute nella domanda ricaviamo il convincimento per cui il provvedimento di assegnazione della casa coniugale non è opponibile all’aggiudicatario.

Trattandosi di provvedimento di assegnazione emesso dopo il 28.2.2006, data di entrata in vigore della l. n. 54 del 2006, troverà applicazione l’art. 155 quater c.c., (poi trasfuso nell’attuale art. 337 sexies c.c.) introdotto dalla novella appena citata, a mente del quale “Il provvedimento di assegnazione e quello di revoca sono trascrivibili e opponibili a terzi ai sensi dell'articolo 2643”.

Ne consegue, che il regime di opponibilità del provvedimento di assegnazione della casa coniugale sarà disciplinato dalle norme sulla trascrizione, con la conseguenza che, nel suo caso, non essendo stato trascritto, non è opponibile alla procedura.

In questi termini si è pronunciata Cass. civ. Sez. III, 20 aprile 2016, n. 7776, la quale ha affermato che “In materia di assegnazione della casa familiare, l'art. 155 quater c.c. (applicabile "ratione temporis"), laddove prevede che "il provvedimento di assegnazione e quello di revoca sono trascrivibili e opponibili a terzi ai sensi dell'art. 2643" c.c., va interpretato nel senso che entrambi non hanno effetto riguardo al creditore ipotecario che abbia acquistato il suo diritto sull'immobile in base ad un atto iscritto anteriormente alla trascrizione del provvedimento di assegnazione, il quale perciò può far vendere coattivamente l'immobile come libero”.

giacomo pubblicato 13 maggio 2019

Buongiorno,

In merito alla assegnazione della casa coniugale e opponibilità o meno all'acquirente di un asta giudiziaria.

Il mio quesito è il seguente.

Ho un cliente interessato all'acquisto di un immobile gravato dal diritto di abitazione della moglie dell'esecutato che vi vive con i figli.

L'ipoteca mutuo fondiario Banca è stata iscritta 5.12.2002.

Trascrizione costituzione fondo patrimoniale del 9.12.2011.

Trascrizione accertamento diritti reali tendente ad ottenere la trascrizione del diritto di abitazione della casa coniugale avvenuta il 22.2.13.

Trascrizione accertamento simulazione atti 24.12.13.

Pignoramento immobiliare a carico dell'esecutato trasritto in data 01.06.2015.

Trascrizione in data 1.4.2016 del decreto di omologazione della separazione con assegnazione del diritto di abitazione.

Trascriizone in data 24.4.2016 della revoca atti soggetti a trascrizione.

A questo punto la domanda è:

Il diritto di abitazione della moglie dell'esecutato è opponibile alla procedura esecutiva?

E se lo fosse l'eventuale acquirente quando potrebbe entrare nel possesso dell'immobile se lo aquistasse domani?

Ed infine acquistando l'immobile con tale diritto di abitazione , l'acquirente avrebbe diritto almeno al pagamento di un canone di affitto sino alla sua liberazione?

Grazie

 

astalegale pubblicato 15 maggio 2019

Dalle informazioni contenute nella domanda ricaviamo il convincimento per cui il provvedimento di assegnazione della casa coniugale non è opponibile all’aggiudicatario.

Trattandosi di provvedimento di assegnazione emesso dopo il 28.2.2006, data di entrata in vigore della l. n. 54 del 2006, troverà applicazione l’art. 155 quater c.c., (poi trasfuso nell’attuale art. 337 sexies c.c.) introdotto dalla novella appena citata, a mente del quale “Il provvedimento di assegnazione e quello di revoca sono trascrivibili e opponibili a terzi ai sensi dell'articolo 2643”.

Ne consegue, che il regime di opponibilità del provvedimento di assegnazione della casa coniugale sarà disciplinato dalle norme sulla trascrizione, con la conseguenza che, nel suo caso, essendo stato trascritto dopo l’iscrizione dell’ipoteca, esso non è opponibile alla procedura.

 

In questi termini si è pronunciata Cass. civ. Sez. III, 20 aprile 2016, n. 7776, la quale ha affermato che “In materia di assegnazione della casa familiare, l'art. 155 quater c.c. (applicabile "ratione temporis"), laddove prevede che "il provvedimento di assegnazione e quello di revoca sono trascrivibili e opponibili a terzi ai sensi dell'art. 2643" c.c., va interpretato nel senso che entrambi non hanno effetto riguardo al creditore ipotecario che abbia acquistato il suo diritto sull'immobile in base ad un atto iscritto anteriormente alla trascrizione del provvedimento di assegnazione, il quale perciò può far vendere coattivamente l'immobile come libero”.

 

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