Mancata indicazione del prezzo offerto nella domanda di partecipazione all'asta

  • 999 Viste
  • Ultimo messaggio 06 febbraio 2018
francesco6512 pubblicato 26 settembre 2017

Buongiorno,

due anni fa mi sono aggiudicato un immobile all'asta. Eravamo tre offerenti, uno di questi ( che chiamero' "Tizio" non ha indicato il prezzo offerto nella domanda e, nonostante un altro offerente l'abbia fatto notare chiedendo che non fosse accettata la domanda, il delegato alla vendita ha consentito lo stesso la partecipazione alla gara di Tizio.

Il primo offerente ha fatto la sua offerta massima a 174.000 euro, poi non ha piu' rilanciato. Io e Tizio ci siamo contesi l'immobile e infine io me lo sono aggiudicato a 185.000 euro.

In seguito ho scoperto sul web che il consiglio nazionale del notariato scrive :".....si comprende come veramente essenziali siano la espressione del prezzo offerto irrevocabilmente e la possibilità di individuare l’offerente....".

Chiaramente se l'offerta di Tizio fosse stata respinta io mi sarei aggiudicato l'immobile a 10.000 euro in meno.

Avrei diritto a chiedere il risarcimento al delegato alla vendita? Se si entro che termine massimo devo agire?

Vi ringrazio anticipatamente

Francesco

Ordina per: Standard | Il più nuovo | Voti
astalegale pubblicato 28 settembre 2017

Rispondiamo alla domanda osservando che a nostro avviso non vi sono più margini per poter formulare pretese risarcitori. Infatti, controlla che il professionista delegato è ammesso reclamo al giudice dell'esecuzione ai sensi dell'articolo 591 per c.p.c. entro il termine massimo del momento di adozione delle risposte.

Essendo ormai ampiamente decorso questo termine, nessuna domanda potrà più essere formulata.

 

Aggiungiamo peraltro che, a nostro avviso, la mancata indicazione del prezzo base potrebbe non essere causa di inammissibilità della domanda, là dove il prezzo offerto potesse comunque ricavarsi con certezza. Se ad esempio l'offerente non indica il prezzo base ma dichiara di allegare la cauzione nella misura di una certa percentuale, da lui indicata, del prezzo offerto, quest'ultimo può agevolmente ricavarsi mediante una semplice operazione di calcolo.

francesco6512 pubblicato 01 ottobre 2017

Grazie per la cortesissima risposta,

in effetti l'avvocato di Tizio ha sostenuto esattamente la vostra tesi basandosi sull'assegno versato.

La questione mi si e' posta dopo avere letto le indicazioni del notariato che vi allego (pagina 14-15)

http://www.notariato.it/sites/default/files/19-11-e.pdf .Comunque riporto qui sotto:

 

B3 iii) offerta corredata da congrua cauzione senza indicazione del prezzo offerto: è

accaduto nella prassi che l’offerente, pur determinando la cauzione nella corretta aliquota del

prezzo offerto stabilita dal Giudice, omettesse di indicare l’importo concretamente offerto. In

questo caso l’offerente sosteneva che l’importo dell’offerta dovesse determinarsi, con un semplice

15

calcolo matematico, partendo dall’importo della cauzione. E’ invece da ritenersi che, in questo

caso, l’offerta sia irregolare. Invero, ai sensi dell’art. 576 c.p.c., l’offerente deve indicare il prezzo

offerto e anche qualora la cauzione offerta fosse calcolata, secondo la aliquota stabilita dal

Giudice, sul prezzo base d’asta, deve ritenersi che l’offerta non sia regolare, atteso che, a norma di

legge, l’errore di calcolo va corretto, ma nel caso in esame non ci si trova dinanzi ad un errore di

calcolo, bensì ad una mancanza di espressione della volontà.

 

francesco6512 pubblicato 01 ottobre 2017

Buongiorno,

ho guardato l'articolo 591 c.p.c. ma non ho notato nulla che riguardasse questo genere di responsabilita', mi e' sfuggito qualcosa?

astalegale pubblicato 01 ottobre 2017

L'orientamento del consiglio nazionale del notariato, assai ben argomentato, non ci convince.

Riteniamo, invero, che nel caso prospettato in applicazione del principio di conservazione degli atti che siano comunque idoni al raggiungimento dello scopo debba prevalere sull'errore commesso.

Si tratta di un principio che anche in sede esecutiva trova sempre maggiore affermazione.

In applicazione di esso è stato ad esempio ritenuto che “Il pignoramento di beni appartenenti solo in quota all'esecutato è nullo ove, nel relativo atto, non sia indicata la misura di quest'ultima; qualora, peraltro, la quota dell'esecutato si ricavi con chiarezza dalla nota di trascrizione, la reciproca interazione tra i due atti consente di escludere ogni incertezza sull'identificazione del diritto assoggettato ad esecuzione, sicché, anche in ragione del principio di conservazione degli atti del processo, non può essere dichiarata la nullità dell'atto di pignoramento, in dipendenza di una lacuna solo originaria” (Cass. Sez. 3, Sentenza n. 6833 del 03/04/2015).

Allo stesso modo, in tema di opposizione all’esecuzione si è detto che “Ai sensi dell'art. 617, comma 2, c.p.c., l'opposizione avverso gli atti del giudice dell'esecuzione si propone con ricorso, che deve essere depositato in cancelleria nel termine perentorio di venti giorni, sicché, ove l'opposizione sia stata proposta con citazione anziché con ricorso, è tempestiva, in applicazione del principio di conservazione degli atti processuali, solo se il relativo atto risulti depositato nel rispetto di tale termine” (Cass. Sez. 6 - 3, Sentenza n. 2490 del 08/02/2016).

Riteniamo pertanto di dover mantenere fermo l’opinione espressa. 

messimo pubblicato 29 gennaio 2018

buongiorno, ricordo che vi era una sentenza della cassazione sul punto. ma non la trovo più nel forum. mi sapete aiutare?

grazie

astalegale pubblicato 30 gennaio 2018

A quale "punto" si riferisce?

messimo pubblicato 30 gennaio 2018

in particolare, se esiste una sentenza, che dichiara valida l'offerta senza l'indicazione del prezzo offerto. E quindi a conferma che il prezzo offerto possa ricavarsi effetuando un calcolo matematico sulla cauzione regolarmente prestata.

grazie sempre

astalegale pubblicato 01 febbraio 2018

Non ci risultano pronunce giurisprudenziali che abbiano affrontato questo specifico argomento.

Secondo taluni una offerta così presentata sarebbe comunque valida poiché il prezzo offerto è ricavabile con precisione dall’importo della cauzione. Altri ritengono che la mancata indicazione del prezzo impedisce la verifica della congruità della cauzione, con la conseguenza che l’offerta deve essere esclusa.

A nostro avviso, come abbiamo detto, la soluzione deve essere ricercata attraverso una analisi, da compiersi caso per caso, della singola offerta, che potrebbe essere mantenuta valida quando, ad esempio, l’offerente pur non indicando il prezzo offerto dichiari di versare una cauzione per un importo pari ad una certa percentuale dello stesso.


[1] Così GHEDINI – MAZZAGARDI, op. cit., 150.

[2] In questo senso SOLDI, op. cit., 1364.

savyfo pubblicato 03 febbraio 2018

............. Infatti, controlla che il professionista delegato è ammesso reclamo al giudice dell'esecuzione ai sensi dell'articolo 591 per c.p.c. entro il termine massimo del momento di adozione delle risposte.......

 

Perdonate ma non è chiaro quanto da Voi indicato, potete cortesemente aiutarmi a comprendere 

 

astalegale pubblicato 05 febbraio 2018

Ha ragione, ci scusiamo per l’inconveniente.

Intendevamo dire che contro gli atti del professionista delegato è esperibile il reclamo al Giudice dell’esecuzione ex art. 591 ter c.p.c.

 

Questo rimedio è praticabile fino a quando gli atti del professionista delegato abbiano avuto esecuzione (Cass. sez. 3, 18 aprile 2011, n, 8864); in alternativa è possibile azionare il rimedio della opposizione agli atti esecutivi avverso il decreto di trasferimento entro il limite temporale di cui all’art. 617 c.p.c., vale a dire 20 giorni decorrenti dalla sua adozione o dalla sua conoscenza legale o di fatto.

savyfo pubblicato 05 febbraio 2018

Grazie mille

astalegale pubblicato 06 febbraio 2018

grazie a lei

Close