"Liberazione" del terreno di un terzo dai prefabbricati di proprietà del debitore fallito

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  • Ultimo messaggio 04 giugno 2020
danielebenni pubblicato 01 maggio 2020

Spett.le Inexecutivis,

una società fallita era proprietaria di alcune casette prefabbricate lasciate in deposito su un terreno altrui (peraltro edificabile).

Nonostante numerosi tentativi di vendita di tali prefabbricati, questi sono risultati invendibili, così permanendo, ormai da anni, sul terreno del terzo su cui li aveva lasciati il debitore, il quale all'epoca ne era conduttore.

Vorrei chiederVi come è possibile tutelare il terzo "incolpevole", cioè il proprietario del terreno, il quale non è un creditore della società fallita e sta subendo soltanto dei danni col permanere di tale situazione? Come si può ottenere la rimozione di tali casette prefabbricate e liberare così il terreno.

Quale azione potrebbe essere esperita nei confronti della procedura fallimentare?

Grazie, Daniele

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inexecutivis pubblicato 06 maggio 2020

Rispondiamo all’interrogativo formulato partendo dalla previsione di cui all’art. 104-ter, comma settimo, l.fall., a mente del quale “Il curatore, previa autorizzazione del comitato dei creditori, può non acquisire all'attivo o rinunciare a liquidare uno o più beni, se l'attività di liquidazione appaia manifestamente non conveniente”.

Questa norma individua, indirettamente, il soggetto che è obbligato nei confronti del proprietario del terreno a rimuovere i prefabbricati.

Invero, se quei fabbricati risultano ancora all’attivo del fallimento, soggetto obbligato è il curatore.

Se invece il curatore, in applicazione di quella disposizione, ha rinunciato alla liquidazione di quei cespiti, essi sono tornati nella disponibilità del fallito, ed è a costui che occorre rivolgersi.

Un dato è chiaro: se il fallito non dovesse provvedere colui che ha diritto può agire giudizialmente, ed ottenere dal giudice un provvedimento che sostanzialmente consente la liberazione forzosa dell’area con spese che egli è chiamato ad anticipare, rivalendosi poi nei confronti del fallito. Ma se costui non ha disponibilità economiche (e non le ha tanto che è stato dichiarato fallito), è difficile che possa recuperare danari.

danielebenni pubblicato 06 maggio 2020

Spett.le astalegale, grazie per la risposta.

Al momento il curatore non ha rinunciato alla liquidazione di quei cespiti nonostante vi siano stati, che io sappia, almeno quattro tentativi di vendita (in tre anni) con prezzo al ribasso. D'altro canto il curatore non sembra rendersi conto del danno che il proprietario del terreno, medio tempore, sta appunto subendo da anni.

Volevo chiedeVi se, a Vostro parere, in ragione del danno (ad oggi solo potenziale in quanto non ancora accertato e liquidato) subito dal proprietario del terreno, vi è un modo, da parte di quest'utimo, per ottenere l'assegnazione dei prefabbricati in proprio favore. In altri termini, lui rinuncerebbe a esperire azioni risarcitorie nei confronti della procedura fallimentare in cambio dell'assegnazione, magari per un prezzo simbolico, dei prefabbricati.

Perdonatemi se abuso del Vostro aiuto, ma la materia non è di agevole comprensione e il curatore non è minimamente collaborativo...

inexecutivis pubblicato 09 maggio 2020

La strada ci sembra praticabile. Il curatore potrà agire solo previa autorizzazione del comitato dei creditori ( se è stato costituito) o del giudice delegato.

Poichè tuttavia il curatore vorrà disfarsi di quei beni, visto che sono invendibili, le suggeriamo di inoltrargli formale istanza nella quale lo diffida a liberare il terreno, dichiarandosi comunque disponibile a provvedere personalmente ed a smaltire, ove necessario i beni.

Siamo conviniti che il curatore accetterà.

danielebenni pubblicato 03 giugno 2020

Salve, torno sull'argomento per un aggiornarlo e chiedervi un ulteriore consiglio. Ho inviato la diffida al curatore ma al momento non c'è stata alcuna risposta... A questo punto, permanendo tale disinteresse, vorrei ottenere un provvedimento che mi consenta di rimuovere i prefabbricati lasciati sul terreno e che, allo stesso tempo mi consenta di ottenere una quantificazione dell'occupazione senza titolo, poiché in tal caso, all'esito del giudizio, potrei proporre al curatore l'assegnazione in mio favore dei prefabbricati in compensazione del risarcimento del danno da occupazione senza titolo che mi verrebbe riconosciuto. Per realizzare tutto questo quale azione potrei esperire? Un procedimento ex art. 702 bis potrebbe essere adatto? Potete darmi un consiglio? Grazie mille!

inexecutivis pubblicato 04 giugno 2020

La strada potrebbe essere praticabile. si tratta di esperire una vera e propria azione giudiziaria.

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