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albertino1 pubblicato 3 settimane fa

Buongiorno,chiedo cortesemente consulenza per il seguente quesito: se ad un asta senza incanto partecipassi solo io, la stessa potrebbe non essere aggiudicata per le motivazioni note. Diversamente se partecipassi io e la moglie in regime di separazione con due offerte minime di cui una superiore di 1 euro, l'asta verrebbe aggiudicata al miglior offerente anche in assenza di rilanci oppure un rilancio è obligatorio? Grazie.

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astalegale pubblicato 2 settimane fa

La risposta al quesito formulato si ricava, a nostro avviso, dalla lettura dell’art. 573 c.p.c. a mente del quale se all’esito della gara nessuno effettua un rilancio, il bene viene aggiudicato al miglior offerente oppure, in caso di offerte uguali, all’offerente che per primo ha depositato l’offerta di acquisto.

Il punto è che i fatti descritti nella domanda potrebbero integrare il reato di cui all’art. 353 c.p., a mente del quale “Chiunque, con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, impedisce o turba la gara nei pubblici incanti o nelle licitazioni private per conto di pubbliche Amministrazioni, ovvero ne allontana gli offerenti, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa da euro 103 a euro 1.032”.

Nel caso prospettato, infatti, le due offerte (sostanzialmente riferibili ad un unico centro di interessi) sarebbero presentate al solo fine di aggirare la diversa disciplina cui la vendita soggiace in caso di offerta unica.

paul pubblicato 2 settimane fa

buongiorno, 

paul pubblicato 2 settimane fa

Buongiorno vorrei una consulenza a riguardo di una situazione verificatasi in sede di asta. Durante l assegnazione, in quando unico offerente sono stato informato dal custode delegato che l avvocato del debitore aveva rilevato la mancata affissione dell AVVISO DI VENDITA nell albo del tribunale, come riportato nel bando, mentre tutte le altre affissioni erano regolari, da parte dello stesso custode . Dicendomi che non era conveniente accettare l assegnazione in quanto la controparte avrebbe fatto opposizione, io ho rinunciato.Volevo sapere se questa mancanza è veramente indispensabile per l assegnazione e nel caso negativo potrei chiedere l assegnazione tramite un legale pur avendo ritirato l assegno di cauzione in cancelleria. Grazie

astalegale pubblicato 2 settimane fa

A nostro avviso la violazione dell’adempimento pubblicitario avrebbe reso vulnerabile l’aggiudicazione.

L’insufficiente o irregolare pubblicità costituisce motivo di opposizione agli atti esecutivi idoneo ad incidere anche sull’atto di aggiudicazione, con evidenti effetti anche per l’acquirente, e deve essere fatta valere mediante lo strumento dell’opposizione agli atti esecutivi, ex art. 617 c.p.c., a pena di inammissibilità, nel termine di decadenza che decorre dalla pronuncia del decreto di trasferimento, poiché esso costituisce il primo atto del Giudice successivo all’aggiudicazione. Trattandosi di nullità che riguarda gli atti della vendita e non gli atti che “hanno preceduto la vendita”, non opera in favore dell’aggiudicatario la previsione di cui all’art. 2929 c.c.

Il principio costituisce ormai ius receptum nella giurisprudenza della Cassazione. In questi termini si sono pronunciate, ad esempio, Cass. civ., sez. III, 18 aprile 2005 n. 8006; Cass. civ., sez. III, 11 dicembre 1995 n. 12653. Andando a ritroso nel tempo si risale a Cass. civ., sez. III, 13 dicembre 1962, n. 3340, secondo cui “Il precetto, risultante dagli artt. 490 e 534 cod. proc. civ., secondo il quale il provvedimento che ordina la vendita mobiliare all’incanto dev’essere pubblicato mediante avviso contenente tutti i dati che possono interessare il pubblico, da affiggersi nell’albo pretorio per tre giorni consecutivi, dev’essere osservato a pena di nullità della vendita stessa anche quando il giudice dell’esecuzione, con ordinanza successiva, abbia modificato la precedente in elementi essenziali quali la fissazione del luogo e dell’ora degli incanti. In tal caso la pubblicità va estesa al nuovo provvedimento e la nullità derivante dalla omissione può essere fatta valere con l’opposizione agli atti esecutivi entro il breve termine di cinque giorni stabilito dall’art 617 cod. proc. civ., decorrente dalla vendita, con l’effetto di rendere inoperante la preclusione posta dall’art 2929 cod. civ.”.

Ancora, con riferimento all’applicabilità della regola di cui all’art. 2929 c.c. Cass. Civ., sez. III 9 giugno 2010, n. 13824 ha affermato che “La regola contenuta nell'art. 2929 cod. civ., secondo il quale la nullità degli atti esecutivi che hanno preceduto la vendita e l'assegnazione non ha effetto riguardo all'acquirente o all'assegnatario, non trova applicazione quando la nullità riguardi proprio la vendita o l'assegnazione, sia che si tratti di vizi che direttamente la concernano, sia che si tratti di vizi che rappresentino il riflesso della tempestiva e fondata impugnazione di atti del procedimento esecutivo anteriori ma ad essi obbligatoriamente prodromici. (Nella specie, la nullità dell'aggiudicazione e del conseguente decreto di trasferimento sono state dichiarate, in sede di cassazione con rinvio della sentenza di rigetto dell'opposizione agli atti esecutivi, perché l'udienza di vendita, rifissata dopo un rinvio disposto d'ufficio, non era stata preceduta dalle formalità obbligatorie di pubblicità)”.

La nullità della vendita per omissione degli adempimenti pubblicitari prescritti vale sia per l’omessa pubblicità obbligatoria, sia per l’omessa pubblicità integrativa disposta dal Giudice dell’esecuzione con l’ordinanza di vendita.

Così si espressa, anche recentemente, Cass. Civ., Sez. VI – III, 7 maggio 2015, n. 9255, secondo la quale “in tema d'espropriazione forzata, le condizioni di vendita fissate dal giudice dell'esecuzione, anche in relazione ad eventuali modalità di pubblicità ulteriori rispetto a quelle minime di cui all'art. 490 c.p.c., devono essere rigorosamente rispettate a garanzia dell'uguaglianza e parità di condizioni tra tutti i potenziali partecipanti alla gara, nonché dell'affidamento da ciascuno di loro riposto nella trasparenza e complessiva legalità della procedura, per cui la loro violazione comporta l'illegittimità dell'aggiudicazione, che può essere fatta valere da tutti gli interessati e, cioè, da tutti i soggetti del processo esecutivo, compreso il debitore”.

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