Errata descrizione pertinenze delle parti accessorie dell'immobile nel decreto di Trasferimento.

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francescomilani pubblicato 16 settembre 2021

Buongiorno,

mi sono accorto che nel decreto di trasferimento, che trasferisce la proprieta' delimmobile all'asta, l'avvocato delegato alla vendita non ha indicato correttamente le pertinenza dell'immobile.

Questa la decrizione errata sul decreto di trasferimento:

appartamento a piano terra composto da; tinello con parete cottura, disimpegno, camera, cameretta, bagno, con piccolo spazio di area nuda davanti alla porta di ingresso, cui si accede da cortile recintato comune con l’unità al piano superiore, con piccolo spazio di area nuda pertinenziale, davanti alla porta d'ingresso, da adibirsi a posto auto, cui si accede da cortile recintato comune con l'unità al piano superiore.

Mentre la realtà di fatto descritta sia nell'atto di provenienza che nella perizia del CTU e' la seguente:

appartamento a piano terra composto da.... con piccola porzione di area nuda da adibirsi a posto auto, non identificata catastalmente e definita in planimetria catastale “corte Unita” e della porzione antistante l’ingresso rappresentata in planimetria catastale da piccoli tratti."

Un vicino confinante mi ha contestato per ora a parole la proprieta' del posto auto.

Che il Tribunale non fornisca alcuna garanzia per evizione o altro e quindi eventuali “vertenze” con i vicini non possono essere sottoposte al Giudice dell’Esecuzione ma devono trovare soluzione in altra sede, di ciò ne sono a conoscenza, ma io pretendo che l'atto di trasferimento di proprietà sia corretto perché  sarà il documento formale da presentare al notaio nel caso in cui volessi vendere l'immobile ed anche nel caso in cui dovessi sostenere una vertenza con il vicino confinante che per ora a parole mi contesta la proprietà della piccola porzione di area nuda destinata a posto auto.

Ho scritto via mail all'avvocato per chiedere la rettifica del decreto di trasferimento questa e' la sua risposta:" 

Lei ha quindi acquistato tutto quanto descritto nel decreto, nella perizia e nell’atto di provenienza, con gli accessori, pertinenze e dipendenze, servitù attive e passive, senza alcuna garanzia per evizione, compresa la porzione di area nuda pertinenziale, definita corte unita, il cui utilizzo non rientra tra i dati da specificare necessariamente nell’atto di trasferimento e potrà quindi essere adibita a posto auto.

Nel decreto di trasferimento viene inoltre specificamente indicato che la vendita viene fatta “a corpo e non a misura, con gli accessori, pertinenze e dipendenze, servitù attive e passive, senza alcuna garanzia per evizione, molestie e pretese di eventuali conduttori, anche in relazione alla legge n.47 del 1985 e al D.P.R. 380 del 2001.”.

Mi interessa molto cosa ne pensa il Vostro esperto.

Grazie e complimenti.

Francesco

astalegale pubblicato 5 settimane fa

Per rispondere alla domanda è necessario partire dalla premessa (apparentemente banale) per cui tutto ciò che può essere messo in vendita e quindi trasferito all’aggiudicatario è quanto è stato oggetto del pignoramento, per cui la prima indagine che occorre compiere è quella di accertare cosa è stato pignorato.

A questo fine, in difetto di contrarie indicazione, occorrerà prestare fede alla perizia di stima e quindi ritenere (se non vi sono stati errori) che quanto indicato in perizia corrisponde a quanto pignorato. Ciò premesso, stando al contenuto della domanda, riteniamo che la contestazione del vicino sia infondata, e che le sue obiezioni sarebbero fondate solo ove la porzione indicata non appartenesse all’esecutato, con la conseguenza che non avrebbe potuto nemmeno essere pignorata.

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