Eliminazione pignoramento con saldo e stralcio, cosa succede dopo?

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  • Ultimo messaggio 28 maggio 2022
alebryan pubblicato 20 ottobre 2021

Ciao a tutti, vi spiego in breve la mia attuale situazione.
I miei genitori hanno casa ipotecata con quote 50% ciascuno. Il mutuo non è stato piu pagato per fallimento attività familiare e restano circa 120.000 euro da dare alla banca.
Nel frattempo la casa è stata pignorata (solo dalla banca)e  siamo arrivati alla prima asta, che si terrà a metà dicembre. (prezzo base 125.000 e offerta minima 93.000).
Oggi con l'avvocato abbiamo provato ad inviare una richiesta di saldo e stralcio alla banca di 60.000 euro che darei io ai miei genitori, e loro alla banca, per ritirare gli atti (quindi pignoramento e ipoteca) e nella stessa gioranta, fare il trasferimento delle loro quote, a me.
Ad oggi non risultano altri creditori. Mia mamma sicuramente non li ha ma mio padre non saprei, dato che non ho modo di parlarci.
L'avvocato mi ha detto che non è un operazione esente da rischi, cioè che nel frattempo viene tolto il pignoramento, un altro creditore potrebbe "bloccare" la cessione della casa dai miei genitori a me, prima che questa venga fatta dal notaio. Altri amici che hanno avuto esperienze simili in famiglia mi hanno pure detto di stare attento dato che anche a distanza di mesi o anni altri creditori potrebbero far decadere la cessione della casa dai miei genitori a me.
Da premettere che il fallimento è dimostrabile e che mia mamma ha ancora la residenza lì come prima casa e nessuno dei due possiede altro. Possibile che potrei trovarmi qualche creditore che faccia fallire l'operazione?
Non esiste un metodo sicuro che mi faccia risolvere al meglio questa situazione? Purtroppo questa è la cifra massima che ho a disposizione, inoltre è una casa che non vale piu di 100.000 e che sicuramente non comprerei a 93.000.
Qualsiasi consiglio è veramente molto gradito, grazie  

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inexecutivis pubblicato 28 maggio 2022

Ceramente

vincdec10 pubblicato 18 maggio 2022

Capisco ma il debitore esecutato viene coinvolto in qualche modo in questo contraddittorio?

 

 

inexecutivis pubblicato 18 maggio 2022

Se si tratta di cessionario l'art. 511 non opera (poichè trattasi di norma che fa riferimento al creditore del creditore) , ma si dovrà semplicemente procedere con la costituzione in giudizio del nuovo creditore, la cui legittimazione sarà riconosciuta dal giudice nel contraddittorio tra le parti.

vincdec10 pubblicato 08 maggio 2022

Capisco, ma l'istanza di cui all'art 511 cpc potrebbe rappresentare il caso di un cessionario (spv) bancario che si sostituisce alla banca debitrice nel ricavato del suo debitore?

Oppure nelle sostituzioni esecutive tra soggetti bancari o parabancari essi utilzzando l'istanza di cui all'art 111 cpc invece dell'art 511 cpc?

Chiedo delucidazioni?

Quali possibili decisioni potrebbe assumere il g.e sullabase dell'istanza di cui all'art 511 cpc?

inexecutivis pubblicato 23 aprile 2022

Rispondiamo alla domanda premettendo che in tema di espropriazione forzata, la domanda di sostituzione esecutiva, ai sensi dell'articolo 511 c.p.c., realizza il subingresso di uno o più creditori del creditore dell'esecutato nella sua posizione processuale e nel diritto al riparto della somma ricavata dall'esecuzione.

Essa tuttavia non possiede anche una finalità surrogatoria in senso stretto quanto all'impulso della procedura contro il debitore originario, sicché non abilita il subcollocato ad impedire che alla rinuncia al processo esecutivo da parte del proprio debitore, creditore sostituito, consegua l'effetto tipico dell'estinzione. (Così cass., sez. III, 17.11.2020, n. 26054).

Poiché dunque la sostituzione impedisce che il creditore subcollocato partecipi alla distribuzione, su di essa il giudice dovrà pronunciarsi nel contraddittorio tra le parti.

robertomartignone pubblicato 18 aprile 2022

Se il creditore ha diritto a sostituirsi non ci sono problemi 

vincdec10 pubblicato 18 aprile 2022

Salve, il deposito nel fascicolo della domanda di sostituzione del creditore ai sensi dell'art 511 cpc che cosa comporta?

L'istanza va analizzata dal g.e?

inexecutivis pubblicato 20 marzo 2022

Perfetto!

alebryan pubblicato 16 marzo 2022

Esatto. La procedura è estinta, ed è stato anche fatto il passaggio dal notaio. Facendo una visura la casa ora risulta intestata a me. Come gia detto spero di non avere problemi in futuro.
L'avvocato mi dice di stare tranquillo, perchè nonostante il prezzo di vendita è metà del reale valore della casa, c'è il contratto che ho firmato con la banca per il saldo e stralcio prima della seconda asta giudiziaria.

robertomartignone pubblicato 16 marzo 2022

Quindi ha risolto ? ha saldato tutto ? Il procedimento è estinto ?

alebryan pubblicato 16 marzo 2022

Ciao a tutti! Giusto per conoscenza e per orgoglio personale vi comunico che l'operazione è avvenuta con successo! Banca creditrice pagata e passaggio di proprietà effettuato! Speriamo di non avere sorprese in futuro.
Fino ad 1 anno fa non avevo la possibilità di poterla salvare, ma per fortuna gli affari sono andati bene. Mi sono giocato tutti i miei risparmi ma ne è valsa la pena

Sto avendo un po di problemi con la mia banca per la richiesta del mutuo, sia perchè c'è un abuso edilizio (terrazzo in parte verandato) sia perchè dicono che è un operazione "sospetta". Spero di riuscire a risolvere, Altrimenti fa nulla, l'importante è aver salvato la casa!

Grazie ancora a tutti per i preziosi chiarimenti

inexecutivis pubblicato 12 febbraio 2022

La domanda impone una risposta articolata.

L’art. 629 c.p.c., dispone che il processo si estingue se, prima dell'aggiudicazione, rinuncia il creditore pignorante e quelli intervenuti muniti di titolo esecutivo.

Dunque, la rinuncia del creditore procedente non determina l’estinzione della procedura se ci sono creditori intervenuti muniti di titolo esecutivo.

Questa norma, deve essere letta assieme all’art. 564 c.p.c., il quale prevede che creditori intervenuti non oltre l’udienza in cui è disposta la vendita partecipano all'espropriazione dell'immobile pignorato e, se muniti di titolo esecutivo, possono provocarne i singoli atti, all’art. 565 c.p.c., che non riconosce poteri di impulso processuale ai creditori chirografari che intervengono oltre l'udienza oltre l’udienza in cui è fissata la vendita (i quali concorrono solo alla distribuzione del ricavato), ed all’art. 566 c.p.c., secondo il quale che riconosce poteri di impulso processuale ai creditori iscritti e privilegiati anche se intervengono oltre l'udienza in cui è disposta la vendita se sono muniti di titolo esecutivo.

Tirando le somme, quando rinuncia il creditore procedente occorre vedere se i creditori intervenuti sono tempestivi o tardivi, e se essi siano o meno muniti di titolo esecutivo.

Infatti, se si tratta di creditori chirografari intervenuti tardivamente, per quanto muniti di titolo esecutivo, la procedura dovrebbe procedere alla sola distribuzione di quanto sino a quel momento ricavato dalla vendita, poiché questi creditori non possono compiere atti di impulso processuale (in questi termini Cass. n. 22483 del 22/10/2014, secondo cui “Nella procedura esecutiva per espropriazione immobiliare, il creditore chirografario intervenuto oltre l'udienza di autorizzazione alla vendita ma prima di quella prevista dall'art. 596 cod. proc. civ., pur concorrendo alla distribuzione del ricavato, non ha il potere di compiere atti di impulso della procedura, per essere detta facoltà riservata, a mente dell'art. 566 cod. proc. civ., ai creditori iscritti e privilegiati muniti di titolo esecutivo”).

Se invece i creditori intervenuti fossero creditori iscritti o privilegiati muniti di titolo esecutivo, la loro legittimazione a compiere atti di impulso processuale è riconosciuta a prescindere dal tempo dell’intervento.

robertomartignone pubblicato 09 febbraio 2022

Occorre la rinuncia di tutti i creditori : procedente e intervenuti .

vincdec10 pubblicato 09 febbraio 2022

Buonasera.

Se vi sono più creditori intervenuti,,nel caso il privato procedente deposita rinuncia ed una banca..la procedura esecutiva si estingue con la sola rinuncia del procedente oppure di entrambi i creditori??

inexecutivis pubblicato 06 febbraio 2022

Probabilmente per posticipare l'incasso alla data del rogito.

robertomartignone pubblicato 04 febbraio 2022

Ultima cosa perchè hanno richiesto un assegno circolare anzichè un bonifico che è immediato ?

inexecutivis pubblicato 04 febbraio 2022

A nostro avviso occorre considerare che secondo la giurisprudenza (Cass., sez. III, 21.11.2017, n. 27545)“L’ estinzione del processo esecutivo si verifica per effetto della sola rinuncia dell'unico creditore, avendo il provvedimento di estinzione del giudice dell' esecuzione natura meramente dichiarativa: ne deriva che, dopo il deposito dell'atto di rinuncia, non è più ammesso l'intervento di altri creditori. Dunque, l'unio controllo che occorre eseguire è che alla data del deposito della rinuncia non sia intervenuto altro cheditore e non sia (chiaramente) intervenuta l'aggiudicazione del bene.

Quanto alla cancellazione dell'ipoteca, osserviamo che il provvedimento di estinzione (così come anche il decreto di trasferimento) è immediatamente esecutivo e quindi non è necessario attendere il termine dei 20 giorni.

robertomartignone pubblicato 02 febbraio 2022

Se non è intervenuto fino ad ora ... vada avanti e concluda il tutto . 

alebryan pubblicato 01 febbraio 2022

Si c'è un altro creditore a detta dei miei, per cambiali non pagate ma che non ha mai avviato azioni legali se non quella della notifica a mezzo raccomandata di sollecito pagamento.
Il mio avvocato dice che anche se le cambiali sono titolo esecutivo, non bastano solo quelle per fare opposizione alla rinuncia agli atti nei 20 giorni di tempo disponibili, in quanto non sono iscritti all'esecuzione. Dice inoltre che è molto difficile possa succedere qualcosa che blocchi la rimozione del pignoramento


robertomartignone pubblicato 01 febbraio 2022

Domanda : Le risultano altri creditori ? 

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