Creditore fondiario soddisfatto - Agenzia Entrate Riscossione non pagata

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kambal pubblicato 08 marzo 2019

Spett. Astalegale, 

in una procedura esecutiva immobiliare ci sono 2 creditori:

1. Banca come creditore procedente titolare di credito fondiario;

2. Agenzia Entrate Riscossione intervenuta in forza di estratti di ruolo.

Il debitore, soddisfa l'istituto di credito con un accorso a saldo e stralcio, mentre l'Agenzia E. Riscossione non viene pagata.

L'Agenzia, può portare avanti il pignoramento da sola? (preciso che si tratta di prima casa)

Oppure, il GE visto che la banca è stata soddisfatta, può estinguere la procedura?

Altro quesito:

nel caso in cui non fosse prima casa, la banca venisse soddisfatta e l'agenzia no, quest'ultima può andare avanti da sola?

Ringrazio anticipamente e resto in attesa di leggervi in merito.

Cordialmente.

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astalegale pubblicato 09 marzo 2019

Al quesito dobbiamo rispondere affermativamente, nel senso che l'Agenzia può comunque delle Entrate può comunque procedere oltre.

Rispondiamo alla domanda formulata osservando che la disciplina del pignoramento immobiliare ad opera dell'agente della riscossione è disciplinato dagli artt. 76-85, d.P.R. 602/1973.

In particolare, l'art. 76 prevede che:

– non può essere pignorata la c.d. prima casa (sempreché non si tratti di abitazione “di lusso”);

– non può procedersi a esecuzione forzata immobiliare per il recupero di crediti di importo inferiore o uguale ai centoventimila euro;

– è necessario che sul bene sia iscritta ipoteca da almeno sei mesi;

– non può procedersi a esecuzione forzata immobiliare quando il valore dei beni da pignorare (dedotte le passività relative alle iscrizioni

ipotecarie di grado poziore) sia inferiore ai centoventimila euro.

La norma, tuttavia, fa salvo il diritto dell'agente della riscossione di intervenire nella procedura esecutiva da altri intrapresa, sicché nel caso indicato nella domanda, la procedura proseguirà regolarmente.

vincdec10 pubblicato 28 settembre 2020

Salve. 

Se in una procedura esecutiva  riguardante  una prima casa ci sono 3 creditori:

- La banca con ipoteca di primo grado di mutuo fondiario (intervenuta)

- L'agenzia delle entrate in forza di estratti di ruolo ha iscritto solo ipoteca di secondo grado , ma  risulta temporaneamente soccombente in giudizio tributario, in quanto ci sono sentenze  di primo grado che prescrivono l'annuallmento delle ipoteche per vizi procedimentali. (tuttavia l'AE non ha ancora ottempererato la sentenza).

-un creditore chirografario che risulta  il procedente per importo esiguo 

Esiste una  nuova banca che vorrebbe surrogare come cessionaria nelll'importo del mutuo fondiario di primo grado, mediante assegnazione ai sensi del 588 cpc.

La domanda è la seguente :

il nuovo istituto di credito potrebbe ottenere L'asssegnazione dell'mmobile a suo favore, senza problemi e senza temere  il subentro o L'intervento degli altri creditori (procedente e A.E.)??

 

astalegale pubblicato 30 settembre 2020

L’art. 588 c.p.c. dispone infatti che ogni creditore, nel termine di dieci giorni prima della data della vendita, può presentare istanza di assegnazione per il caso in cui la vendita non abbia luogo. I riferimenti alla vendita con incanto, contenuti nella originaria formulazione dell'art. 588 cpc, sono stati eliminati dal d.l. 27 giugno 2015, n. 83, convertito con l. 6 agosto 2015, n. 132, sicché l'istanza di assegnazione è oggi ammissibile (ma questa era l'opinione prevalente anche all'indomani del d.l. 132/2014) anche in relazione alla vendita senza incanto.

L’istanza di assegnazione, come recita l’art. 589 c.p.c., deve essere formulata per una somma non inferiore a quella prevista nell’art. 506, e comunque non inferiore al prezzo base della vendita per la quale è presentata.

Dunque, il creditore che intende ottenere l’assegnazione deve offrire un importo pari a quello che risulterà più altro tra due valori: quello delle spese di esecuzione (detratte, eventualmente, quelle da lui sostenute) più credito dei creditori di grado anteriore, e quello del prezzo base della vendita in occasione della quale formula istanza di assegnazione.

Depositata l’istanza di assegnazione, pertanto, il giudice provvederà a determinare la somma da versare, che dunque non potrà non tenere in considerazione i crediti che hanno diritto ad essere preferiti (si pensi ai crediti muniti del privilegio di cui all’art. 2770 c.c.) rispetto a quello vantato dal creditore che la chiede.

vincdec10 pubblicato 30 settembre 2020

Se il crediore bancario di primo grado fondiario, formula un istanza di assegnazione con prezzo pari a quello di base d'asta ,ponendo il proprio credito in compensazione con quello a base d'asta?

Ad esempio 120.000 valore garanzia ipotecaria e 120.000 ( prezzo base d'asta pari al 75% prezzo d'asta comprensivo di spese di esecuzione ed eventualmente crediti di cui art 2770 cc)

E' possibile farlo in compensazione col proprio credito?

Oppure Dovrà essere obbligato comunque a versare i crediti comunque ai crediori di grado inferiore? (A.E. E CHIROGRAFARIO PROCEDENTE?

astalegale pubblicato 02 ottobre 2020

Dalle norme che abbiamo richiamato si ricava a nostro avviso il principio per cui (e, del resto, non potrebbe essere altrimenti) il creditore ipotecario non è tenuto a soddisfare i chirografari.

Come dicevamo nella precedente risposta, il creditore che intende ottenere l’assegnazione deve offrire un importo pari a quello che risulterà più altro tra due valori: quello delle spese di esecuzione (detratte, eventualmente, quelle da lui sostenute) più il credito dei creditori di grado anteriore, e quello del prezzo base della vendita in occasione della quale formula istanza di assegnazione. Per il resto, potrà a nostro avviso compensare il saldo prezzo con il suo credito.

Ad esempio: se l'istanza di assegnazione viene formulata dal creditore ipotecario, il prezzo base è 10 e le spese di esecuzione sono 11, egli dovrà versare 11. se il prezzo base è 10 e le spese di esecuzione ammontano a 6, dovrà versare 10; di questi 10, 4 potrà compensarli con il proprio credito, visto che si tratta di somma che riceverebbe in sede di distribuzione del ricavato non essendoci creditori con diritto di preferenza rispetto a lui.

vincdec10 pubblicato 02 ottobre 2020

Ok capisco.

Quindi in un esecuzione attivata da un creditore procedente chirografiario, c'è un creditore bancario fondiario di I grado e un ipoteca di agenzia entrate di II grado chi ha precedenza? 

Io credo la banca in forza di mutuo fondiario.

In questo caso A.E potrebbe prima, della distribuzione del ricavato, attivare L'azione surrogatoria nei confronti dellla banca con credito fondiario, sostituendosi a questa per ottenere il ricavo della vendita?

Anche se ripeto, l'esecuzione è stata promossa da un creditore chirografario?

astalegale pubblicato 05 ottobre 2020

La surroga dell'agenzia delle entrate non può alterere l'ordine delle prelazioni, per cui in nessun caso l'agenzia delle entrate, se titolare di ipoteca di secondo grado, può prevalere sul creditore fondiario.

vincdec10 pubblicato 05 ottobre 2020

Capisco, mentre neppure il creditore chirografario procedente  (che con molta probabilità rimarrebbe incapiente,sul ricavato) potrebbe utilizzare la surroga oppure quella prevista dall'art 2856 cc, sempre nei confronti del crediotre bancario fondiario?

Nel caso invece intervenga un cessionario (non bancario) che subentri nel creditore bancario fondiario, questi potrà ereditare tutti i diritti e privilegi fondiari ( ricavato della vendita) del creditore fondiario cedente?

astalegale pubblicato 08 ottobre 2020

La surroga di cui all'art. 2856 è istituto utilizzabile solo dal creditore ipotecario non già da quello chirografario.

Quanto all'intervento di un cessionario osserviamo quanto segue.

L’art. 58 TUB riconosce al primo comma la possibilità che siano cedute a banche: aziende, rami d’azienda, beni e rapporti giuridici individuabili in blocco.

Il comma secondo prevede che la banca cessionaria dia notizia dell’avvenuta cessione mediante iscrizione nel registro delle imprese e pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Il comma terzo prevede che in queste cessioni “i privilegi e le garanzie di qualsiasi tipo, da chiunque prestati o comunque esistenti a favore del cedenteconservano la loro validità e il loro grado a favore del cessionario, senza bisogno di alcuna formalità o annotazione. Restano altresì applicabili le discipline speciali, anche di carattere processuale, previste per i crediti ceduti”. Infine, il comma settimo dell’articolo (inserito dall’art. 12, comma 3, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 342 e così sostituito dall’art. 8, comma 1, D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 141) dispone che “Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle cessioni in favore dei soggetti, diversi dalle banche, inclusi nell’ambito della vigilanza consolidata ai sensi degli articoli 65 e 109 e in favore degli intermediari finanziari previsti dall’articolo 106”.

Stessa disposizione si rinviene nella l. 30 aprile 199, n. 130, (c.d. legge sulle cartolarizzazioni), la quale ha previsto che “Alle cessioni dei crediti poste in essere ai sensi della presente legge si applicano le disposizioni contenute nell'articolo 58, commi 2, 3 e 4, del testo unico bancario”.

Allo stesso modo, la cessione in favore di un soggetto che non esercita attività bancaria produce il trasferimento della garanzia ipotecaria a norma dell'art. 1263 c.c.

vincdec10 pubblicato 08 ottobre 2020

Ok capisco, ma tra gli intermediari non bancari riferibili ad  agenzie recupero crediti con licenza tulps art 115,il trasferimento della garanzia ipotecaria a norma dell'art 1263 c.c. non opera o non è possibile?

astalegale pubblicato 10 ottobre 2020

Il trasferimento della garanzia ipotecaria opera sempre, anche in questi casi.

vincdec10 pubblicato 12 ottobre 2020

Quindi anche Nel caso invece il trasferimento della garnazia ipotecaria da cedente creditore fondiario  a persona fisica (cessionaria) ?

Sarebbe possibile ereditare ed acquisire il privilegio fondiario in sede di assegnazione, aggiudicazione e ricavato della vendita?

astalegale pubblicato 14 ottobre 2020

rispondiamo si alla prima domanda

rispondiamo no alla seconda, in quanto uno degli effetti tipici della vendita o dell'assegnazione esecutiva è il così detto effetto purgativo delle ipoteche.

vincdec10 pubblicato 14 ottobre 2020

Bene.

Ma se il cessionario (persona fisica) del credito fondiario invece di attendere l'esito della vendita decidesse di richiedere L'assegnazione diretta dell'Immobile potrebbe sempre giovarsi del privilegio fondiario acquisito dalla cessione del credito, per vedersi assegnato l'immobile?

astalegale pubblicato 16 ottobre 2020

si

vincdec10 pubblicato 16 ottobre 2020

Quando può essere richiesta l'assegnazione dell'immobile?

Solo entro dieci giorni prima dalla vendita oppure in qualsiasi momento del procedimento esecutivo?

So che in alcuni tribunali ci sono delle prassi che impediscono al cessionario (ad esempio soggetto non bancario-persona fisica) di un credito fondiario di poter richiedere l'assegnazione in quanto soggetto non legittimato.

Quali sono i documenti probanti che impediscono di avere problemi in caso di richiesta di assegnazione dell'immobile ?

astalegale pubblicato 18 ottobre 2020

L’art. 588 c.p.c. dispone che ogni creditore, nel termine di dieci giorni prima della data della vendita, può presentare istanza di assegnazione per il caso in cui la vendita non abbia luogo.

Dunque il cessionario, dopo esseresi costituito (in luogo del creditore origniario) nella procedura, può formulare l'istanza di assegnazione entro i ltermine suddetto.

vincdec10 pubblicato 20 ottobre 2020

Che cosa signifca: "... ogni creditore, nel termine di dieci giorni prima della data della vendita, può presentare istanza di assegnazione per il caso in cui la vendita non abbia luogo."??

Nel caso in cui la vendita abbia luogo egli non può presentare l'istanza di assegnazione?

Non ho ben compreso.

astalegale pubblicato 21 ottobre 2020

   L'espressione (effettivamente imprecisa) utilizzata dal codice sta a significare che il creditore può chiedere l'assegnazione del bene nel caso di vendita deserta (per assenza di offerte valide) o di vendita nella quale non si raggiunga il prezzo base. Quindi: il creditore dieci giorni prima della vendita deposita l'offerta di acqusito, dopo di che se la vendita va deserta per mancanza di offerenti o non si raggiunge il prezzo base (secondo quanto previsto dagli artt. 572 e 573 c.p.c.), egli diventa assegnatario del bene.

vincdec10 pubblicato 21 ottobre 2020

Bene. Quindi in questo caso qualora venga convalidata l'assegnazione vi sarà successivamente l'emissione del decreto di trasferimento a cura del guidice in favore dell'assegnatario?

astalegale pubblicato 23 ottobre 2020

esatto

vincdec10 pubblicato 01 novembre 2020

Il creditore fondiario di primo grado  (non procedente, ma intervenuto) può formulare al giudice un istanza con la quale chiede che sia disposta e fissata la vendita, in modo tale da procedere con l'assegnazione in suo favore o a favore di terzi ; oppure il procedimento esecutivo deve sguire il proprio corso, senza ulteriori forzature?

astalegale pubblicato 02 novembre 2020

Ol creditore munito di titolo esecutivo può, in quanto tale, dare impulso alla procedura, e qundi chiedere la vendita del compendio pignorato.

vincdec10 pubblicato 02 novembre 2020

Bene. In caso di più istanze di vendita da parte di più crediotre, il giudice dell'.eesecuzione a chi da precedenza?

astalegale pubblicato 02 novembre 2020

A nessuno, le istanze di vendita servono a consentire al giudice di disporre la vendita. Esse non influisconi su eventuali istanze di assegnazione. Se poi dovessero essere formulate più istanze d iassegnazione riteniamo, in difetto di previsioni normative, che debba essere preferita quella presentata per prima.

vincdec10 pubblicato 05 novembre 2020

Nel caso in cui un terzo surrogato nel pagamento parziale delle rate del mutuo del debitore e promissario acquirente in base ad un contratto preliminare , può invocare la surrogazione legale dell'ipoteca del creditore fondiario ai sensi del art 1203 e succ suo favore? con il trasferimento di tutti i diritti di garanzia e prelazione sul ricavato,assegnazione immobile  a suo favore?

astalegale pubblicato 09 novembre 2020

La questione è discussa in dottrina e non ci risultano recenti pronunce in giurisprudenza.

La surroga parziale è in generale prevista dall’art. 1205 c.c. e risalenti pronunce (App. Genova 16 ottobre 1962 e Trib. Milano 19 febbraio 1973) sembrano ammettere una surrogazione parziale nella garanzia ipotecaria che risulterebbe così “cointestata”, la ma la dottrina prevalente, traendo spunto dalla indivisibilità dell’ipoteca, esclude che il terzo che paga parzialmente possa surrogarsi nell’ipoteca, che dunque rimarrebbe in capo al creditore ipotecario.

vincdec10 pubblicato 09 novembre 2020

Questo però non incide sull'eventualità di un accordo di surrogazione ipotecaria?

astalegale pubblicato 12 novembre 2020

Se il titolare dell'ipoteca presta il consenso il problema si supera.

vincdec10 pubblicato 12 novembre 2020

 OK Grazie.

Questo accordo di surrogazione legale, con successiva annotazione a margine a favore del nuovo cessionario con privilegio fondiario, può essere contestata in qualche modo dal giudice o dai creditori aventi grado ipotecario inferiore e trascrizione di pignoramento, come lesione dei propri diritti e interessi in sede appinto di esecuzione immobiliare  (sul ricavato o su eventuale assegnazione)??

astalegale pubblicato 12 novembre 2020

Riteniamo di no, poichè per gli altri creditori nulla cambia, in quanto la loro posizione non ne risulta modificata.

vincdec10 pubblicato 13 novembre 2020

In caso di un asta senza incanto con  più offerte ed anche in presenza di una o più istanze di assegnazione, Viene sempre  ed in ogni caso preferita l'offerta  che è pari al prezzo fissato nell'ordinaza di vendita (ossia prezzo base)??

Oppure si da precedenza tra tutti a chi richiede (aggiudicatario o assegnatario) il subentro nel mutuo fondiario ai sensi dell'art 41 tub ?

Infine se c'è stata surrogazione legale con cessione del credito al nuovo cessionario , si ritiene automatico il subentro nel mutuo fondiario art 41 tub?

astalegale pubblicato 15 novembre 2020

Cerchiamo di rispondere separatamente a ciascuna delle domande formulate.

Nel concorso tra istanza di assegnazione ed offerta di acquisto per un importo pari al prezzo base, viene preferita sempre l’offerta di acquisto.

Il dato si ricava dalla lettura degli artt. 572 e 573 c.p.c., dai quali si ricava la regula iuris per cui l’istanza di assegnazione prevale quando queste siano di importo “inferiore” al prezzo base, sicché laddove l’importo dell’offerta dovesse risultare uguale o superiore al prezzo base, l’offerta prevale sull’istanza di assegnazione.

Quanto all’automatismo del subentro, osserviamo quanto segue.

È noto che l’art. 41, comma quinto, TUB consente all’aggiudicatario o assegnatario di subentrare nel contratto di mutuo previo pagamento alla banca, nei 15 giorni successivi all’aggiudicazione, delle rate scadute, degli accessori e delle spese.

La previsione costituisce una ipotesi particolare del corrispondente istituto di cui agli articoli 508 e 585 c.p.c., dalla cui combinata lettura si ricava la regola per cui nel caso di aggiudicazione di un bene gravato da ipoteca l’aggiudicatario “con l’autorizzazione del giudice dell’esecuzione può concordare col creditore … ipotecario l’assunzione del debito con le garanzie ad esso inerenti, liberando il debitore”; in tal caso “il Giudice dell’esecuzione può limitare, con suo decreto, il versamento alla parte del prezzo occorrente per le spese e per la soddisfazione degli altri creditori che potranno risultare capienti”.

Tuttavia il tenore letterale dell’art. 41 non lascia dubbi in ordine al fatto che (a differenza di quanto previsto dall’art. 508 c.p.c.) non è necessaria né l’autorizzazione del Giudice dell’esecuzione né il consenso del creditore fondiario, trattandosi di un diritto potestativo dell’aggiudicatario rispetto al quale dunque la posizione giuridica soggettiva dell’istituto fondiario si qualifica in termini di mera soggezione.

Il subentro, dunque, è sempre automatico.

vincdec10 pubblicato 15 novembre 2020

Grazie per le delucidazioni.

Quello che vorrei capire è se l'assegnazione può essere richiesta solo dopo che sia già stata esperita una o più vendite oppure subito, cioè sin dalla prima asta?

un eventuale rifiuto leggittimo della banca fondiaria al subentro art 41 tub, potrebbe configuarsi in mertio al parziale pagamento delle rate scadute, accessori e spese da parte dell'aggiudicatario o assegnatario?

Chi è il soggetto legittimato a poter chiedere l'assegnazione dell'immobile oltre ai creditori?

L'aggiudicatario e l'assegnatario possono coincidere con  la stessa persona?

I creditori procedente e intervenuti possono partecipare all'asta?

L'offerta d'acquisto (cauzione pari al 10 o 15%) viene incassata per coprire le spese di procedura oppure serve a pagare parzialmente il credito del creditore di 1,2,3 grado ecc..?

astalegale pubblicato 16 novembre 2020

L’istanza di assegnazione può essere richiesta, a norma dell’art. 588 c.p.c., fino a 10 giorni prima della vendita, ma ad essa il giudice darà corso solo in caso di esito negativo (cioè per assenza di offerte almeno pari al prezzo base) della vendita.

Quando si procede al pagamento delle rate scadute, degli accessori e delle spese, il subentro nel mutuo è automatico, per cui la banca non può rifiutare.

Solo i creditori (procedente o intervenuti) possono chiedere l’assegnazione, non altri.

Aggiudicatario ed assegnatario possono coincidere nel senso che lo stesso soggetto può contemporaneamente formulare offerta di acquisto e istanza di assegnazione. In questo caso si darà preferenza all’una o all’altra in base alle regole generali.

Anche i creditori possono partecipare alla vendita, poiché legittimati sono, a norma dell’art. 579 c.p.c. tutti, tranne il debitore.

La cauzione versata ad aggiudicazione intervenuta costituisce un acconto sul prezzo.

vincdec10 pubblicato 16 novembre 2020

Buongiorno, quindi nel caso in cui l'aggiudicatario ( il quale ha anche, in precedenza comprato un credito dall'ex creditore fondiario di 1 grado) volesse partecipare all'asta quale appunto aggiudicatario: 

Con la somma corrisposta a titolo di cauzione per l'aggiudicazione, potrebbe venirsi riconosciuta tale somma come rimborso ?

E per il saldo prezzo potrebbe risolvere la sua definitiva intestazione (trasferimento) dell'immobile, sempre richiedendo il subentro nel mutuo fondiario ( avendo ripeto, già acquisito il credito in precedenza) oppure portare il proprio credito in compensazione, pagando solo eventualmente le spese di procedura a parte?

astalegale pubblicato 18 novembre 2020

A nostro avviso la compensazione del credito con il versamento del saldo prezzo è possibile, sopratutto se il creditore è presente un solo creditore (in caso di più creditori la dottrina tende ad escluderlo).

Quanto alla restituzione della cauzione, non riteniamo che sia possibile. L'aggiudicatario si vedrà piuttosto rimborsata la quota parte di cauzione che eccede (se eccede) le spese di procedura.

vincdec10 pubblicato 22 novembre 2020

Se il creditore fondiario di primo grado, presenta conteporaneamente istanza di assegnazione e di aggiudicazione, entrambe  per un importo pari al prezzo base previsto nell'ordinanza di vendita,che cosa succede?

Se sempre lo stesso creditore diventa aggiudicatario defintitivo, il versamento del saldo prezzo per ottenere il decreto di trasferimento a suo favore, come viene effettuato? (in compesazione col proprio credito oppure versando ai sensi dell'art 41  tub com 5 -subentrando egli stesso nel mutuo concesso al debitore esecutato, oppure versando materialmente denaro)??

Grazie per le deludidazioni che seguiranno.

astalegale pubblicato 24 novembre 2020

Come abbiamo già detto, tra istanza di assegnazione e offerta entrambe formulate al prezzo base prevale la seconda.

Se l'aggiudicatario è anche creditore, opera la compensazione.

vincdec10 pubblicato 2 settimane fa

Buona sera potrebbe spiegarmi meglio questo inciso:

"Il contribuente puo’ avvalersi della facolta’ concessagli dall’art.52, comma 2-bis, 2 – ter, 2- quater del decreto del Presidente della Repubblica del 29/09/1973 n.602 secondo il quale il debitore ha facolta’ di procedere alla vendita del bene pignorato o ipotecato al valore determinato ai sensi degli artt.68, 79 e 80 comma 2 – lett. b con il consenso dell’agente della riscossione il quale interviene nell’atto di cessione che deve essere formalizzato con atto notarile e al quale e’ interamente versato il corrispettivo della vendita. L’eccedenza del corrispettivo rispetto al debito e’ rimborsata al debitore entro i 10 giorni lavorativi successivi all’incasso".

Tale facoltà può essere applicata precisamente in quali casi: pre asta o asta?

E nel caso di più creditori intervenuti , la compravendita dell'immobile sarebbe efficace e inoppobile a questi ed averrebbe con o senza decreto di trasferimento a favore dell'aggiudicatario/acquirente?

Grazie

astalegale pubblicato 2 settimane fa

Si tratta di un procedimento di vendita in proprio che deve avvenire prima della vendita e che si formalizza davanti al notaio con l'intervento necessario dell'agente della riscossione. La norma non distingue il caso in cui vi siano intervenuti, il che non si traduce nel fatto che il relativo procedimento non possa essere applicato in caso di interventi, nel qual caso il ricavato dovrà essere ripartito tra tutti creditori, tenendo conto della rispettive cause di prelazione.

vincdec10 pubblicato 2 settimane fa

Capisco. 

Quindi tale procedimento può essere azionato dal debitore in qualsiasi momneto del procedimento esecutivo, senza l'autorizzazione del G.E.?

Se vi è già stata perizia dal ctu del tribunale, A.E. può nuovamente provvedere a periziare l'immobile per un valore più alto? Ossia in base ai sensi degli artt.68, 79 e 80 comma 2 – lett. b.

Nel caso come verrebbe calcolato il valore immobiliare?

Come verrbe ripartito il ricavato tra i creditori, cioè in base a quale criterio?

Quali strumenti si pososno utilizzare per poter coinvolgere e soddisfare tutti i creditori? 

Il concordato stragiudiziale sarebbe lo strumento efficace ?

astalegale pubblicato 2 settimane fa

La vendita prevista dall'art. 52 comma 2-bis può avvenire solo ad un prezzo almeno pari a quello di cui agli artt. 68, 79 e 80 comma 2 – lett. b. L'atto non può essere stipulato ad un prezzo inferiore.

Quanto al riparto tra i creditori, nulla cambia rispetto alle regole ordinarie, per cui si osservano gli artt. 2741 e ss. cc, ed alla distribuzione del ricavato partecipano tutti i creditori intervenuti.

vincdec10 pubblicato 2 settimane fa

Capisco ma in queso caso nulla spetta al coniuge non debitore?

Inoltre ai sensi dell'art 68 dpr 602 /73: "Prezzo base del primo incanto. 1. Se il valore dei beni pignorati non risulta da listino di borsa o di mercato, il prezzo base del primo incanto è determinato dal valore ad essi attribuito nel verbale di pignoramento. 2. Tuttavia, quando il concessionario lo richiede, e in ogni caso per gli oggetti preziosi, il prezzo base è stabilito da uno stimatore designato dal giudice dell'esecuzione. Nello stesso modo si provvede, sentito il concessionario, se vi è richiesta del debitore e la nomina dello stimatore risulti opportuna in rapporto alle particolari caratteristiche dei beni pignorati.

Nel caso di immobile già periziato si procede con la stima già effettuata?

 

Ai sensi dell'art 79 dpr 602 /73 :". Il prezzo base dell'incanto è pari all'importo stabilito a norma dell'articolo 52, comma 4, del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131."

Quale sarebbe precisamente il prezzo in questo caso?

 

astalegale pubblicato 2 settimane fa

In nessuna parte della domanda c'era scritto che il bene pignorato rientrava nella comunione legale dei beni; se così fosse vale il principio per cui al coniuge non debitore va la metà del prezzo di vendita.

Per gli immobili il prezzo base è quello di cui all'art. 79. L'art. 68 si riferisce ai beni mobili.

ll fatto che ci sia una precedente perizia (eseguita su in carico di chi? quando? in quale procedura?) è tendenzialmente irrilevante.

vincdec10 pubblicato 2 settimane fa

 

Ok capisco.

Mi riferivo alla perizia fatta dal professionista delegato per conto del creditore procedente nella procedura esecutiva ordinaria.

In caso  di intervento di L'A.E,questa  può nuovamente fare obiezione su tale perizia e far riperiziare l'immobile ai sensi dell'art 79 DPR 602 /73 ?

 

astalegale pubblicato 1 settimane fa

Se l'Agenzia delle entrate interviene in una procedura esecutiva ordinaria tutte le regole che abbiamo sopra richiamato non si applicano, ivi compresa la regola di cui all'art. 52 dpr 602/1973.

vincdec10 pubblicato 1 settimane fa

ok, quindi in caso di intervento di A.E  non si verificherebbe la trasformazione in procedura esecutiva esattoriale nemmeno nel caso in cui A.E si surroghi al procedente?

astalegale pubblicato 5 giorni fa

Riteniamo che in caso di surroga  l'art. 52 comma 2-bis si applichi poichè la procedura prosegue con le forme dell'esecuzione esattoriale, ma poichè restano fermi gli atti compiuti, il valore di vendita sarà quello già eventualmente determinato in base alla perizia.

vincdec10 pubblicato 5 giorni fa

capisco in questo caso, sarebbe comunque garantita l'emissione del decreto di trasferimento ( con al cancellazione di tutti i gravami) a favore dell'aquirente?

Metre il creditore procedente surrogato potrebbe eventualmente contestare la surroga, in quanto a discapito delle sue ragioni creditorie?

Per il resto vi ringrazio ,per la precisone e la chiarezza delle informazioni.

astalegale pubblicato 4 giorni fa

Il creditore non può contestare la surroga, potendo intervenire, e comunque il decreto di trasferimento contiene pur sempre l'effetto purgativo di cui all'art. 586 cpc.

vincdec10 pubblicato 3 giorni fa

Ok grazie

astalegale pubblicato 2 giorni fa

grazie a lei

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