Calcolo Tassazione

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antobatt2 pubblicato 15 maggio 2018

Buongiorno,

seguendo con interesse la vostra pagina vorrei porre un quesito ricorrente ma visto che ne ho letto diversi vorrei capire meglio il mio caso.

Sarei in procinto di acquistare una casa mediante una ventida senza incanto, prevedo o meglio spero di aggiudicarmela per circa 80 000 euro, mentre l'immobile ha una rendita catastale di 420 euro circa.

Premetto che per me sarà una seconda casa quindi non godo delle agevolazioni, ma non sò neanche se attualmente l'immobile è di una società o di un privato.

Alla fine di tutto ciò quanto sarà la mia imposta di registro?? Vorrei capire quanto mi posso spingere con l'offerta tenendo in tasca una cifra sufficiente per far fronte ai costi accessori.

Ringraziandovi anticipatamente porgo cordiali saluti.

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antobatt2 pubblicato 17 maggio 2018

Nessuno che mi sappia aiutare ???

astalegale pubblicato 17 maggio 2018

Quando non ricorrono i benefici prima casa, l'imposta di registro si applica nella misura del 9% ai sensi dell’art. 1, comma 1 della tariffa del TUR (Testo unico dell’imposta di registro) approvato con dpr 26.4.1986, n. 131.

La base imponibile è data dal prezzo di aggiudicazione.

Tuttavia, ai sensi del combinato disposto dell’art. 52, comma 4, 5 e 5b del TUR e dell’art. 1, comma 497 L. 23/12/2005, n. 266, modificato prima dal comma 21 dell'art. 35, D.L. 4 luglio 2006, n. 223 e poi dal comma 309 dell'art. 1, L. 27 dicembre 2006, n. 296, per le sole cessioni nei confronti di persone fisiche che non agiscano nell'esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali, aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo e relative pertinenze, la base imponibile è determinata dalla minor somma a tra prezzo di aggiudicazione e rendita catastale rivalutata (del 5%) e moltiplicata per uno dei seguenti coefficienti:

120 per i fabbricati appartenenti ai gruppi catastali A e C (escluse categorie A/10 e C/1)

140 per i fabbricati appartenenti al gruppo catastale B

60 per i fabbricati delle categorie A/10 (uffici e studi privati) e D

40,80 per i fabbricati delle categorie C/1 (negozi e botteghe) ed E.

L’imposta di registro, comunque, ai sensi dell’art. 10, comma 2, D.Lgs. 14/03/2011, n. 23, non può essere inferiore all’importo di €. 1.000,00 (detta previsione si applica per tutti i trasferimenti immobiliari, come si ricava dalla previsione appena richiamata).

Infine, ai sensi del comma 3 del citato art. 10, l’atto di trasferimento è soggetto alle imposte ipotecarie e catastali nella misura di €. 50,00 ciascuno.

antobatt2 pubblicato 17 maggio 2018

Grazie mille ... chiedo scusa ma l’imponibile e’ dato dalla minor somma e rendita catastale cosa vuol dire ... sarò più chiaro... se l’aggiudicazione è di 80 000 e la rendita e’ di 420€ che calcolo devo fare ... poi rivalutata del 5% si intende aumentata e decurtata del 5%?? Grazie mille

antobatt2 pubblicato 17 maggio 2018

  • aumentata O decurtata intendevo perdonatemi

astalegale pubblicato 17 maggio 2018

vuol dire che si calcola il 9% sul prezzo di aggiudicazione;

poi si calcola il 9% sulla rendita catastale aumentata del 5% e moltiplicata per uno dei coefficienti di cui abbiamo detto.

l'imposta sarà pari al minore dei risultati che ottiene in base ai due calcoli sopra detti.

 

antobatt2 pubblicato 17 maggio 2018

Perfetto grazie mille ora è tutto chiaro grazie

astalegale pubblicato 17 maggio 2018

grazie a lei

annalipari pubblicato 29 maggio 2018

Buongiorno, Mi sono appena aggiudicata all'asta, quindi maggio 2018, un immobile per € 20000, con una rendita catastale di €556, premetto che per me è seconda casa, quanto dovrò pagare di imposte dovendo fare il contratto fra qualche giorno? Ho letto quanto detto nel forum in precedenza ma il notaio mi dice che dovrò pagare non sul valore più basso ma sulla rendita catastale perché siamo nel 2018 e non 2017. Grazie

astalegale pubblicato 29 maggio 2018

Non ci è chiaro quanto le ha riferito il notaio; ci fornisca ulteriori dati e cercheremo di essere più precisi.

annalipari pubblicato 30 maggio 2018

Buongiorno, cercherò di essere più chiara, Le imposte che dovrò pagare in quanto per me è seconda casa sono al 9%, la base imponibile per il calcolo (in base a quello che ho letto nel forum) é quella di aggiudicazione cioè € 20.000 e non in base alla rendita catastale che è di € 556 (prezzo valore), con quest'ultima pagherei molto di più. Il notaio mi ha detto che deve calcolare le imposte in base alla rendita catastale e che non può calcolarle in base al prezzo di aggiudicazione in quanto siamo nel 2018. Spero di essere stata più chiara. Grazie

annalipari pubblicato 31 maggio 2018

Buonasera, Ho dimenticato di formulare la domanda. Vorrei sapere su quale base imponibile devono essere calcolate le imposte di registro? Grazie Cordiali saluti.

astalegale pubblicato 01 giugno 2018

Ai sensi del combinato disposto dell’art. 52, comma 4, 5 e 5 bis del TUR e dell’art. 1, comma 497 L. 23/12/2005, n. 266, modificato prima dal comma 21 dell'art. 35, D.L. 4 luglio 2006, n. 223 e poi dal comma 309 dell'art. 1, L. 27 dicembre 2006, n. 296, per le sole cessioni nei confronti di persone fisiche che non agiscano nell'esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali, aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo e relative pertinenze, la base imponibile è determinata dalla minor somma a tra prezzo di aggiudicazione e rendita catastale rivalutata (del 5%) e moltiplicata per uno dei seguenti coefficienti:

120 (110 se prima casa) per i fabbricati appartenenti ai gruppi catastali A e C (escluse categorie A/10 e C/1)

140 per i fabbricati appartenenti al gruppo catastale B

60 per i fabbricati delle categorie A/10 (uffici e studi privati) e D

40,80 per i fabbricati delle categorie C/1 (negozi e botteghe) ed E.

Non ci risulta che tale disciplina non sia più applicabile dal 2018. Le norme che abbiamo appena indicato sono tutte attualmente vigenti.

Saremmo curiosi di sapere da dove il professionista da lei interpellato ricava questo convincimento.

annalipari pubblicato 01 giugno 2018

Molte grazie, mi date un grossissimo sollievo!!!

astalegale pubblicato 02 giugno 2018

grazie a lei

augustomatano pubblicato 06 giugno 2018

buonasera. Mi sono aggiudicato un magazzino commerciale  categoria C1,  il  04.04.2018 ,  per un importo di € 67.300,00 oltre iva e spese di trasferimento.

Mi sono informato e le cessioni di fabbricati sia ad uso abitativo che ad uso strumentale per natura costituiscono operazioni esenti.  In sostanza, le cessioni di fabbricati sia ad uso abitativo che strumentali per natura costituiscono operazioni esenti, eccenzion fatta per le cessioni effettuate dalle imprese costruttrici, ovvero che vi hanno eseguito opere di ristrutturazione edilizia, ristrutturazione urbanistica, restauro e risanamento conservativo, effettuate entro cinque anni dalla ultimazione della costruzione o dell’intervento, in questo caso l'iva e' al 22%!! Nel procedimento in questione la ditta fallita non è una impresa di costruzione ne di ristrutturazione. In questo caso l'iva sarebbe una imposta non giusta e non corretta. Come uscirne? il notaio mi dice di parlarne con il giudice, il curatore anche , il cancelliere di scrivere al curatore......Come posso risolvere la situazione? grazie

astalegale pubblicato 08 giugno 2018

Rispondiamo alla domanda formulata osservando che se l’errata indicazione del regime fiscale applicabile alla vendita è riferibile (come riteniamo) ad un atto del curatore, il rimedio esperibile è quello del reclamo previsto dall’art 36 l.fall.

La norma infatti prevede che contro gli atti di amministrazione del curatore, così come contro le autorizzazioni o i dinieghi del comitato dei creditori e i relativi comportamenti omissivi, il fallito e ogni altro interessato possono proporre reclamo al giudice delegato per violazione di legge, entro otto giorni dalla conoscenza dell’atto o, in caso di omissione, dalla scadenza del termine indicato nella diffida a provvedere.

È opinione condivisa, a proposito di questa norma, che possono essere reclamati sia gli atti di ordinaria che quelli di straordinaria amministrazione.

Problematica potrebbe essere la questione del termine, relativamente breve (8 giorni) previsto dalla norma per esercitare il rimedio.

A questo proposito occorrerebbe comprendere in quale atto si è sostanziata l’affermazione del curatore per cui il trasferimento della proprietà è soggetto ad IVA.

lorenzospillino pubblicato 12 giugno 2018

Salve oggi mi sono aggiudicato un appartamento chat a3 a 53000€ valore catastale 116.20€ gentilmente mi potete indicare quando devo pagare di spese d'imposta...? Grazie anticipatamente attendo vostre risposte

augustomatano pubblicato 13 giugno 2018

Intanto sono passati più di otto giorni dall'aggiudicazione, dovrei effettuare l'atto di trascizione entro 8 Agosto. Intanto sto cercando di capire se giusto che ci sia Iva o meno.Consideri che è un immobile vecchio costruito nel 1966 Categoria C1.La ditta fallita è una concessionaria d'auto (non e' ne costruttrice ne si occupa di ristrutturazioni) A chi potrei rivolgermi per avere la certezza di questo? lei mi puo consigliare? come posso muovermi? 

Grazie anticipatamente

lorenzospillino pubblicato 13 giugno 2018

Salve oggi mi sono aggiudicato un appartamento chat a3 a 53000€ valore catastale 116.20€ gentilmente mi potete indicare quando devo pagare di spese d'imposta...? Grazie anticipatamente attendo vostre risposte

lorenzospillino pubblicato 13 giugno 2018

Salve ieri mi sono aggiudicato un appartamento cat a3 a 53000€ valore catastale 116.20€ acquisto come seconda casa gentilmente mi potete indicare quando devo pagare di spese d'imposta...? Scusate ma nel messaggio precedente nn avevo indicato tutte le informazioni Grazie anticipatamente attendo vostre risposte

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