In una vendita immobiliare per la quale stiamo valutando la partecipazione, viene posto in vendita: Piena proprietà di rimessa ubicata in ....alla via... identificata catastalmente al Fg.. Part... Sub ... Cat A7" . Accatastata quindi in A7, cioè come villino.    Approfondendo presso il Comune è risultato che l'immobile in questione è riconosciuto nel database comunale come accatastato in A7, ma dalla planimetria urbanistica come rimessa.  Quindi sia presso il Comune, che sull'avviso, che sulla perizia il bene è definito rimessa ma accatastato in A7.  Nell'atto di pignoramento invece si legge: "Immobile ubicato in ... alla via... identificato catastalmente al Fg.. Part... Sub ... Cat A7." Il tecnico comunale non ha saputo esprimersi sulla natura dell'immobile, dato che a suo avviso l'immobile è stato interessato da un cambio di destinazione di uso, quindi ha detto che per definire la pratica fa fede ciò che ci è venduto dal Tribunale (non potendo lui entrare nel merito in questo). Quindi se il Tribunale vende un appartamento per lui è un appartamento, viceversa se vende una rimessa per lui è una rimessa.  Dato che come detto sia sull'avviso, che sulla perizia il bene è definito rimessa ma accatastato in A7 (in catasto e riportato in Comune), a vostro avviso cosa stiamo comprando? Un appartamento o una rimessa?  Sappiamo che le risultanze catastali non sono probanti, però in questo caso pare che per il tecnico comunale faccia fede il documento del Tribunale, sul quale però c'è questa ambiguità.  L'immobile pignorato è la quarta unità di un piano terra di una palazzina. Tutte le altre unità del piano terra sono abitazioni.  In caso fosse rimessa, il tecnico comunale ha ipotizzato anche l'ipotesi del condono (dato che sono presenti alcune caratteristiche abitative come impianti elettrico, idrico, riscaldamento e finestre).  In questo caso si dovrebbero identificare le ragioni del credito per il quale si procede.  L'ipoteca volontaria (a favore di istituto di credito) è del 2007. Quindi non si potrebbe applicare nessun condono? Oltretutto pare che il procedente non sia l'istituto di credito che ha iscritto ipoteca nel 2007, ma una società che ha promosso il pignoramento nel 2016 (non si sappiamo se la banca sia intervenuta). Le ragioni del credito per le quali si procede quindi sarebbero datate addirittura 2016? Se così fosse non ci sarebbe nessuna possibilità di applicare un condono?  

Cordiali saluti